Rimborsi, interviene Confesercenti: c’è un’altra Basilicata rispetto a quella che si legge sulla stampa

confesercentiDi seguito riportiamo la nota giunta nel pomeriggio in redazione dalla confederazione regionale:

E’ fatta di microimprese (almeno il 40% delle oltre 50mila piccole e medie imprese complessive) che gli scontrini fiscali li emettono veramente e i cui titolari su di essi ci pagano le tasse e devono augurarsi di emetterne ogni giorno un numero sufficiente ad evitare di chiudere la saracinesca.

La Basilicata delle microimprese al Governo Letta lancia il messaggio “Adesso tocca a voi!” e alla classe dirigente e politica della Regione “Non si può abbandonare la barca, è l’ora della responsabilità”.

E’ questa, in sintesi, la conclusione della VII Assemblea elettiva della Confesercenti di Potenza che si è chiusa oggi con la conferma di Prospero Cassino a presidente e la nomina della nuova Presidenza composta da una ventina di titolari di pmi. Nell’assemblea ,alla voce di indignazione, protesta e dolore venuta dai “bottegai” si è aggiunta quella dei segretari della Uil Carmine Vaccaro, della Cisl Nino Falotico e della Cgil Vincenzo Allegretti, del portavoce di “Pensiamo Basilicata” Paolo Laguardia e del presidente della Cia Donato Distefano. Così al di là di temi specifici che riguardano le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, l’assemblea ha segnato la nascita di un nuovo fronte comune tra imprenditoria (a Pensiamo Basilicata aderiscono tutte le organizzazioni imprenditoriali di settore e della cooperazione) e del mondo del lavoro attraverso un messaggio inviato al Presidente De Filippo e alla politica a “scongiurare il rischio di una paralisi per mesi dell’attività politico-istituzionale”.

I segretari di Cgil, Cisl, Uil hanno rinviato a domani all’attivo unitario ogni decisione di iniziativa preannunciando che “non staranno con le braccia conserte ad attendere l’agonia di Giunta e Consiglio Regionale”, ribadendo la posizione espressa nel documento a caldo che “chi ha sbagliato deve pagare ma che, certamente, a pagare non saranno i lavoratori in cig e le popolazioni lucane”.

Per Vaccaro “i messaggi filosofici vanno sostituiti da quelli pragmatici”; per Falotico “ci interessa capire come lavoreranno giunta e consiglio fino all’ultimo secondo”; per Allegretti “è tempo di unità sindacale, poi verrà quello delle differenzazioni”. Paolo Laguardia annunciando un’analoga iniziativa a quella sindacale da parte del cartello “Pensiamo Basilicata” ha sostenuto che “le imprese lucane non sono in grado di reggere 5-6 mesi senza l’interlocutore istituzionale che tra l’altra deve programmare gli interventi del prossimo sessennio 2013-2020 di fondi comunitari.

Per questo – ha detto – De Filippo a costo di prendersi i fischi in piazza deve concentrarsi su 4-5 punti prioritari prima di chiudere ingloriosamente la legislatura”. Anche il mondo agricolo come quello del commercio – ha detto Distefano – non può assistere alla moria di aziende (600 circa nel primo trimestre 2012) e persegue progetti comuni di filiera.

Prospero Cassino, presidente Confesercenti, nella relazione ha sottolineato che “l’Assemblea è stata organizzata prima della vicenda dell’inchiesta giudiziaria che ha sconvolto ogni cosa. Adesso ci tocca soccorrere la politica in progettazione ed idee accrescendo il nostro impegno.

Lo tusnami per noi va affrontato in due fasi: prima pensiamo all’emergenza e poi alla ricostruzione. Per l’emergenza abbiamo bisogno di misure che sblocchino ogni capitolo di spesa, di credito, di norme adeguate, come quelle in parte indicata nella concertazione Regione-parti sociali che però adesso richiede un passaggio dal partenariato passivo al partenariato mobilitato, vale a dire più protagonista e che non si fermi ad impegni teorici. La ricostruzione spetterà invece all’elettorato”.

Infine la saggezza di Michele Avena, uno dei pionieri della Confesercenti: “fare sistema tra imprese e sindacati è l’unico strumento per salvare la Basilicata”.

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