Basilicata Pulita. Interviene Santochirico: “rispetto delle regole valga per tutti”.

Vito De Filippo con Vincenzo Santochirico

Vito De Filippo con Vincenzo Santochirico

Con una nota diffusa nel pomeriggio di domenica 28 aprile, il presidente del Consiglio Regionale lucano richiama tutti al rispetto delle regole.
Di seguito riportiamo l’integrale dichiarazione di Vincenzo Santochirico.

“In questi giorni stiamo assistendo ad un crescendo di illazioni, rivelazioni, accuse che espongono alla gogna i rappresentanti regionali, senza che essi – con esclusione di quelli raggiunti da misure cautelari – sappiano di cosa rispondere. Devono apprendere dalla stampa che potrebbero essere indagati senza sapere perché e di cosa. Poiché le informazioni che circolano provengono da atti acquisiti dall’autorità giudiziaria, non sarebbe stato preferibile che i destinatari di tali rivelazioni avessero avuto la possibilità di difendersi davanti a un magistrato? Non sarebbe stato meglio contestare, assumere difese, verificare e poi rendere pubblico tutto? A chi giova, invece, l’inversione? Non solo è compromessa la politica, ma è anche negata la giustizia e distorta l’informazione.

Dico questo non pensando alla mia persona, perché se avessi pensato soltanto a me stesso avrei potuto restare defilato, anche per la marginalità dei fatti per i quali sono chiamato in causa. Lo faccio perché il ruolo di presidente del Consiglio regionale mi impone di parlare e continuare a esprimere posizioni chiare sul rapporto fra giustizia e politica e informazione, come ho cercato di fare – in maniera netta e chiara – sin dal mio insediamento.

Agli effetti del circo mediatico di questi giorni, se e quando emergeranno fatti e letture diversi da quelli propagati (come peraltro è già accaduto troppe volte), chi porrà rimedio? E’ troppo pretendere che si formulino subito le contestazioni ai singoli consiglieri sentendoli tempestivamente? E’ eccessivo chiedere che, relativamente all’indagine sui gruppi consiliari (art. 6 legge regionale 8/98) si concludano prima le indagini e notificati (non a mezzo stampa) gli eventuali avvisi di garanzia e poi si facciano arrivare gli atti nelle redazioni? O ciò è già avvenuto ed è alla porta un nuovo turbinio mediatico? Tutto ciò nulla ha a che vedere con la libertà di informazione, che qui non è chiamata in causa: i giornali che hanno le notizie le pubblichino, stando alle proprie regole e ai propri codici; i rappresentanti istituzionali rispondano delle loro azioni nelle sedi giurisdizionali competenti; la giustizia faccia il suo corso assicurando concretamente le garanzie di tutti, perché nessuno abbia a dire che vi sia un conflitto fra istituzioni.

Al comprensibile senso di sfiducia che le inchieste in corso generano nell’opinione pubblica la politica deve offrire prova di umiltà, trasparenza e determinazione. Ferme restando la previsione costituzionale di non colpevolezza, auspichiamo quindi che le posizioni degli indagati vengano rapidamente chiarite in sede giurisdizionale, confidando nel giudizio sereno e puntuale della magistratura. Soltanto così potranno essere salvaguardate e garantite la saldezza e l’autonomia delle istituzioni.

Siamo tutti consapevoli che gli sviluppi dell’inchiesta sui rimborsi spese ai consiglieri regionali mostrano l’immagine di una istituzione ferita, ma è proprio nei momenti difficili che la politica deve saper rispondere senza abdicare alle proprie responsabilità. Noi la nostra parte abbiamo già iniziato a farla. Rispetto all’epoca dei fatti contestati e prima ancora che ci fossero i provvedimenti giurisdizionali, il Consiglio regionale ha autonomamente adottato radicali misure legislative, abrogando sia le norme che contemplavano i rimborsi chilometrici sia quelle che prevedevano le spese di rappresentanza, quelle cioè che oggi si assume siano state utilizzate in difformità alla legge. Dall’inizio del 2013, infatti, non esistono più né rimborsi chilometrici né spese di rappresentanza per i consiglieri. Al contempo, sono stati drasticamente ridotti i contributi per il funzionamento dei Gruppi consiliari, e introdotte norme di rendicontazione più severe, cui si aggiunge il controllo della Corte dei Conti.

Il Presidente della Regione si è dimesso, dando un altro eloquente segnale. Contribuiscano anche gli altri ad una nuova fase, se vogliamo davvero che le regole siano rispettate da tutti e non soltanto da “quei marziani” della classe politica.

Per parte mia, continuerò a sostenere posizioni già espresse difendendo l’autonomia e la dignità della politica e delle istituzioni regionali.

Cosi come continuerò a credere nel funzionamento rigoroso e normale della giustizia, ragion per cui domani, tramite i miei avvocati, chiederò di essere sentito quanto prima dai magistrati per evitare di dover inseguire quotidiani stillicidi e per chiarire ogni questione che mi riguarda, ritenendo di avere sempre agito nel rispetto della legge e dell’etica pubblica”.

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