Rimborsi illeciti alla Regione Basilicata, i commenti istituzionali

commentiCauti ma soprattutto sparuti i commenti istituzionali dati alle stampe a seguito della bufera giudiziaria abbattutasi ieri sulla Regione Basilicata. Sarà per la matrice bipartisan dell’indagine e soprattutto per il fatto che la stessa non si è ancora conclusa, ma nemmeno le dimissioni del presidente De Filippo, giunte al termine di una lunga quanto desolante giornata fatta di arresti, divieti di dimora e rimborsi illegali, hanno ridestato più di tanto le dinamiche della dialettica politica regionale.

A rompere gli indugi, nel primo pomeriggio, è stato il segretario regionale della Dc, Potenza, invocando la nomina di una nuova Giunta come risposta alla indignazione dei lucani, “composta da consiglieri che vogliono dimostrare, attraverso il proprio impegno etico e di servizio, che è possibile dare una svolta di governo locale”.

A rincarare la dose, poco dopo, è arrivato il sindaco di Montalbano, De Vincenzis, auspicando direttamente lo scioglimento del Consiglio regionale per il bene dei cittadini lucani, che vivono in una terra ricca di risorse e al contempo afflitta da disoccupazione e precarietà, ma “anche al fine di consentire serenamente ai consiglieri coinvolti, in uno spirito di garantismo fino a prova contraria – ha scritto in una nota – di dimostrare la propria estraneità”. Il portavoce regionale di Sel, Antonio Placido, invece, ha parlato di una vicenda che “contribuisce a erodere la credibilità delle istituzioni”, di cui si sarebbe fatto volentieri a meno.

Senza esprimere “giudizi sommari” e anticipare sentenze, Placido ha chiesto al centrosinistra lucano di convocarsi quanto prima in un tavolo con all’ordine del giorno i destini di questa legislatura, che le successive dimissioni di De Filippo pare abbiano poi chiarito. Congiunto il commento da Roma dei parlamentari lucani del Pdl, Latronico e Viceconte che, al di la di una routinaria attestazione di fiducia nell’operato della magistratura, “affinché faccia rapidamente il suo corso e possa valutare l’effettivo comportamento dei consiglieri coinvolti nell’indagine”, hanno evitato l’impasse sostenendo “la necessità di rafforzare i meccanismi di trasparenza nell’assegnazione e gestione delle risorse pubbliche destinate al funzionamento dei consigli regionali. Non vi è dubbio che più rigorosi e preventivi controlli formali – hanno dichiarato – avrebbero potuto evirare l’insorgere di situazioni di sospetto ed ogni forma di addebito”.

Scioglimento del Consiglio e ritorno alle urne è anche l’opinione dell’ex-senatore di Idv, Belisario, protagonista, ieri, di un ritorno nostalgico sulla scena politica, col quale si è tolto un po’ di sassolini dalla scarpa nei confronti di un Di Pietro suicida alle ultime politiche, accusandolo di aver “continuato a circondarsi anche in Basilicata di persone che, invece, andavano cacciate perché deturpavano l’immagine del suo partito”. Ma per il dirigente lucano di Idv, Cantisani, quelli di Belisario sono falsi moralismi: “fu lui personalmente a volere la Mastrosimone nell’Idv lucana per portare il partito verso un risultato che potesse accreditarlo agli occhi dell’esecutivo nazionale”, gli ha voluto ricordare questa mattina in una nota.

Sempre oggi, il componente della costituente di Fratelli d’Italia, Giuzio, ha parlato di resa inconcepibile della politica lucana di fronte a “comportamenti individuali, tra l’altro tutti da accertare”, a suo avviso ci sarebbe voluto un non meglio identificato “atto di coraggio per dimostrare che la politica lucana non è tutta marcia”. Di certo le dimissioni di De Filippo non piacciono al presidente della Federazione dei lucani in Svizzera, Ticchio: “accetto il suo lodevole senso di responsabilità – ha scritto in una nota – ma in questo momento difficile per l’Italia e la Basilicata le chiedo di rimanere”.

La nuova Giunta nominata in extremis ieri sera dal governatore lucano prima delle dimissioni, forse, avrà tranquillizzato le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, che nel pomeriggio avevano dichiarato: “chi ha sbagliato paghi ma occorre evitare la paralisi”, con riferimento alle tante emergenze sociali che attanagliano la Basilicata. “Discontinuità”, invece, era stata chiesta poco dopo a De Filippo dalla segreteria lucana dell’Ugl. Non è dato sapere dal sindacato, al momento, se reputi la scelta successiva orientata a questa linea.

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