Regione Basilicata: la giunta pasquale.

Schermata 2013-03-30 alle 13.09.04Partito con una squadra di sei assessori esterni, probabilmente arriverà con quattro interni al consiglio regionale.

Il soggetto è ovviamente il presidente della Regione De Filippo, intenzionato non solo a ridurre il numero dei componenti della sua giunta (e sua lo scriviamo con la S maiuscola) ma anche a selezionarli all’interno del consiglio regionale.

E in questi giorni di trambusto politico nazionale, siamo tutti (o quasi) col fiato sospeso per scoprire quale sorpresa troveremo dentro l’uovo pasquale di De Filippo.

Lontano dal calvario del segretario nazionale Bersani le settimane di passione politica in Basilicata si allungano
e i nomi che circolano non convincono gran parte dell’opinione pubblica.

Noi non crediamo che sia un discorso di qualità delle persone come in molti si affrettano a specificare, confermando invece che il problema è proprio quello.

Eppure il padre del centro-sinistra lucano (la definizione è di Pasquina Bona) Antonio Luongo dopo il voto è stato chiarissimo quando ha “suggerito” una giunta di rottura. E giunta di rottura, conoscendo De Filippo sarà.

Nell’ultima seduta del consiglio a conclusione del suo intervento sulla “Questione Fenice”, De Filippo ha dedicato una poesia di Eugenio Montale ai consiglieri. Farà la stessa cosa, al momento in cui si schiuderanno le quattro uova assessorili?

L’opposizione, o quel che ne rimane, poco apprezza il lirismo del governatore. Gianni Rosa e Mario Venezia i “gemelli diversi” del fu centro-destra lucano così commentano: “Vito De Filippo si permette di leggere poesie, mentre i cittadini respirano veleno”.

Ma intanto a noi interessano i “papabili”. Chi sono? C’è poco da sfogliare la margherita, anzi di questi tempi meglio l’ulivo.

Tra le foglie ci sono Nicola Benedetto, il socialista Vita e Mazzeo Cicchetti oltre a Mollica dell’UDC. Il dandy della sanità lucana, Martorano pare essere ormai fuori gioco. Il soldato Pittella invece dovrebbe essere l’unico a salvare la pelle. E a proposito di lirismo ci mancherà, stando alle previsioni, il massimo declamatore delle liriche dorotee: Vincenzo Viti.

Se questa fosse davvero la giunta prescelta, non c’è dubbio che la credibilità di De Filippo subirebbe un altro colpo: partiti per cambiare tutto, alla fine, e ancora una volta, non si sarebbe cambiato niente.

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