Mobile imbottito. Venerdì la firma dell’accordo che vale 101 milioni.

Il ministro dell'epoca Scajola, con Viceconte (PDL), De Filippo (PD), Vendola (SEL)

Il ministro dell’epoca Scajola, con Viceconte (PDL), De Filippo (PD), Vendola (SEL)

Il grido d’allarme sulla tenuta del mobile imbottito e sulla reindustrializzazione dell’area murgiana echeggia ormai da un decennio. Richieste d’aiuto per fermare il declino di un comparto che per alcuni decenni aveva fatto crescere l’economia locale con oltre 14 mila addetti impiegati e bilanci prima miliardari e poi milionari delle aziende impegnate nella realizzazione di poltrone e divani.

Sono mancate, tuttavia, le risposte dalle istituzioni. Silenzio dalle Regioni Basilicata e Puglia, ma anche dal Ministero dello Sviluppo Economico nonostante l’impegno assunto nel marzo del 2006 dall’allora ministro Claudio Scajola.

Senza seguito anche il successivo intervento operato, un anno dopo, dal Governo Prodi. Intanto, la crisi mordeva il settore con fallimenti di aziende, cassintegrazione, mobilità, licenziamenti.

Venerdì la svolta: stavolta l’accordo di programma, che sarà siglato tra Ministero, Regioni Basilicata e Puglia e Invitalia, dovrebbe entrare nella fase operativa con un sostegno di 101 milioni di euro: 40 dello Stato, altrettanti della Puglia, 21 della Basilicata.

Soddisfazione da parte del sindacato viene espressa da Michele Andriulli che addebita l’inizio di questo nuovo percorso all’impegno di Cgil Cisl e Uil con la manifestazione di protesta del giugno dello scorso anno culminata nel confronto con il ministro Francesco Profumo.

Da una campagna elettorale (quella del 2006) ad un’altra che si sta sviluppando in queste settimane: pura e semplice coincidenza – sottolinea il sindacalista – visto che mai il ricorso alle urne nel Paese è avvenuto in pieno inverno. C’è attesa tra gli addetti ai lavori per come evolverà l’intera vicenda, a cominciare dal non impossibile recupero di aziende decotte ad altre che vivono momenti di gravi incertezze al punto da aver annunciato chiusure, esuberi di personale e nuova cassa integrazione.

Ovviamente si tratta di un primo passo visto che l’accordo di programma, a parere degli esperti, riuscirà a trovare forma e sostanza solo ad estate inoltrata. Dalla palude dell’ultimo decennio ad un segnale di ripresa che movimenta le acque stagnanti del mobile imbottito: non è molto, ma nemmeno poco, l’inizio di un percorso innovativo verso un futuro meno incerto, sempre che gli imprenditori del settore abbiano ancora voglia e risorse, non solo economiche, per provare una ripartenza che li riporti lì dove si sono fermati.

Share Button