Ritardi pianificazione urbanistica materana, Macaione: presto in commissione i dispositivi

MATERA – Che fine hanno fatto gli strumenti della pianificazione urbana? Il regolamento urbanistico, il piano strutturale, il piano strategico e quello della mobilità urbana. Una lunga sequela di strumenti di cui il tessuto urbano materano farebbe bene a dotarsi velocemente, perché da essi dipendono anche, in prospettiva, le opportunità di sviluppo della città. Difficile immaginare che su temi così delicati la politica riesca realisticamente a premere l’acceleratore, considerando le brusche frenate che ultimamente è riuscita a dare su altri aspetti, come la gestione degli impianti sportivi, che la maggioranza rinvia di consiglio in consiglio, da diversi mesi. E forse per questo, proprio dalla maggioranza, continuano a levarsi le voci di quanti invocano un cambio di passo. Sulla questione, non sono mancate le ultime staffilate del consigliere Angelo Cotugno, che del resto non è mai stato tenero nei confronti della sua maggioranza e in particolare del suo partito, il PD. Anche per colpa della imperdonabile lentezza legislativa della Regione, il rischio che si corre, ha fatto notare l’esponente del Pd, è che il disegno e lo sviluppo della città siano affidati all’iniziativa privata, in assenza però di una strategia comunale di tutela e verifica. Insomma un invito a fare presto e a fare bene, quello che Cotugno ha rivolto in particolare al neo assessore comunale all’urbanistica, Ina Macaione. La quale, a sua volta, fa sapere di aver rivolto particolare attenzione proprio agli strumenti della pianificazione urbana, in questo primo mese di attività, che definisce faticosa ma proficua. L’obiettivo, sottolinea la Macaione, è quello di portare in commissione i vari dispositivi, quanto prima. Ovviamente la questione dei tempi non è secondaria anche se, come fa sapere il responsabile all’urbanistica, quello sul tavolo è un problema che si può affrontare solo organizzando un confronto culturale con la realtà e che quindi non si risolve nella commissione consiliare. Sono d’accordo che non si debba lasciare solo alle imprese il compito di definire e realizzare lo sviluppo edilizio, fa sapere infine la Macaione, che poi aggiunge: oltre agli amministratori esistono molte comunità responsabili che non trovano adeguata rappresentanza di interessi.

 

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