ZTL e disagio sociale nella seduta lampo del Consiglio Comunale

MATERA – Seduta lampo del Consiglio Comunale di Matera, che, su verifica e per mancanza del numero legale, fa in tempo ad approvare, dopo qualche ritocco, solo uno degli ordini del giorno, il primo. Su proposta del consigliere Adriano Pedicini, il Consiglio si impegna ad avviare, in sede di commissione, la verifica della disciplina della postalizzazione e della notificazione dei verbali di multa. Con riferimento alla determina dirigenziale 213 del 14 ottobre 2011, l’esponente del PdL torna infatti a sollevare la questione relativa alla disciplina del traffico nel centro storico e il problema della ZTL, che, ribadisce, non si risolve con un aumento delle sanzioni e un aggravio di lavoro per la polizia municipale. Ma prima che giunga la richiesta di verifica del numero legale, la massima assise cittadina riesce se non altro a discutere anche il secondo punto all’ordine del giorno. In questo caso, su proposta del Consigliere Augusto Toto, all’attenzione della massima assise, la condizione di disagio sociale in cui versano centinaia di famiglie materane. Quelle cioè, con reddito molto basso, che necessitano di un supporto, nel pagamento dei canoni di affitto. L’oggetto dell’ordine del giorno è infatti il “Fondo Comunale per il sostegno all’accesso, alle abitazioni in locazione”. Il progressivo impoverimento delle risorse da destinare al disagio sociale, sottolinea il Consigliere Cotugno del Pd, è l’effetto della riduzione dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni e da queste ai Comuni. Il problema però, ribadisce, non è semplicemente legato al contributo ma più in generale al miglioramento dei servizi. Si tratta di finanziamenti, ricorda il consigliere Trombetta, che non sono mai stati a carico del Comune: circa 400mila euro annui che venivano erogati e spalmati su quasi 700 famiglie. Una somma non facilmente recuperabile, specie nell’attuale momento di crisi. Per questo motivo propone per il dispositivo una formula meno vincolante, che impegni a recuperare le somme necessarie, nei limiti delle possibilità. Il Consiglio però non fa in tempo a votare né questo né il successivo ordine del giorno, relativo alla tutela del made in Italy, proposto dal Consigliere Cotugno della Sel. Manca infatti il numero legale e l’adunanza si scioglie.

 

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