Bipolarismo tenue, a Matera Maurizio Lupi e Francesco Boccia

MATERA – Dal bipolarismo muscolare al bipolarismo tenue o moderato. Due voci autorevoli della politica italiana, le seconde linee di ieri, oggi candidati a muoversi da protagonisti sulla scena. In sintesi, dunque, da Berlusconi a Monti, dal berlusconismo, che è stata una tendenza di tutto l’arco costituzionale fino all’altro ieri, alle prove di dialogo del nuovo corso. I volti e le parole sono quelle di Maurizio Lupi, Vicepresidente della Camera, e di Francesco Boccia, componente della Commissione Bilancio della Camera, giunti ieri a Matera per partecipare all’incontro dedicato ai 150 anni di sussidiarietà, in occasione della inaugurazione della relativa mostra, promossa dalla Fondazione per la Sussidiarietà. Due avversari politici legati però da una lunga tradizione di cattolici moderati e democratici: allievo di Don Giussani il primo, braccio destro economico di Enrico Letta, il secondo. Capisaldi del nuovo corso, l’impegno politico, la partecipazione e l’attenzione ai temi del lavoro e della famiglia, che del resto Lupi ha lasciato confluire nel libro “La prima politica è vivere”, presentato, ancora ieri a Matera. Sullo sfondo, i grandi temi della politica nazionale, dalla corruzione dilagante, alla crisi, alle legge elettorale, ai delicati rapporti fra Stato e Chiesa. I 150 anni di sussidiarità, è stato osservato nel corso dei lavori che hanno avuto luogo in Mediateca, sono anche i 150 anni di storia italiana. Riportarli alla memoria, ha detto Lupi, significa non perdere di vista le nostre stesse radici. La situazione attuale, ha ribadito, è oggettivamente critica ma l’Italia ha affrontato e superato momenti altrettanto delicati. Il Paese è riuscito a conquistare un ruolo di primo piano fra le potenze industriali, facendo leva sul suo singolare patrimonio valoriale, che poggia sulla centralità della persona e del bene comune. Quanto alla partita che si sta giocando in questi giorni, sull’imposizione dell’Ici alla chiesa cattolica, sia Lupi sia Boccia si sono detti favorevoli a una norma che spazzi via le ambiguità.

 

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