Matera ancora senza Presidente del Consiglio

La Giunta Adduce durante la seduta del Consiglio Comunale del 12 luglio

Matera. Ha preso il via poco prima delle 19, con 50 minuti di ritardo, nella sala consiliare della Provincia, la quarta seduta del Consiglio Comunale di Matera con primo punto all’ordine del giorno ancora l’elezione del Presidente dell’assemblea, su cui la Maggioranza si è consumata negli ultimi due mesi e mezzo per la richiesta di maggiore rappresentanza in Giunta delle componenti “Antezza” e “Santochirico” del Partito Democratico prima della designazione alla Presidenza del consigliere di Italia dei Valori, Brunella Massenzio. Proprio i consiglieri di queste due aree del Pd materano, oggi, non hanno preso parte alla seduta che è cominciata con 31 consiglieri su 40 presenti. Dopo un minuto di raccoglimento in memoria di Paolo Borsellino, il Sindaco Adduce, parlando alla maggioranza ed all’opposizione, ha chiesto di procedere all’elezione del Presidente del Consiglio per il bene della città e senza guardare ai colori, per cominciare a lavorare da subito, visto già il notevole ritardo accumulato, con le forze disponibili che, ha detto il primo cittadino, sono comunque “notevoli”. Così è stato evidente che la frattura con la parte dissidente del Pd non è stata sanata, tanto che Adduce ha prospettato successive revisioni della Giunta e delle rappresentanze comunali negli enti. Poi è intervenuta l’opposizione. Angelo Tosto ha esordito dicendo che “anche dopo una settimana di ennesimo rinvio del Consiglio, a Matera non è successo niente se non l’avvistamento di un presunto Ufo nei cieli della Murgia, tanto che ci si è ritrovati con le stesse proposte di Presidenza della prima seduta: la Massenzio, supportata da 17 consiglieri di centrosinistra, e Augusto Toto di “Alleanza Materana”, seduto tra la minoranza. Ma Tosto ha posto l’accento sul fatto che Adduce, oltre ad una Giunta monca che delibera illegalmente, non ha una maggioranza politica e lo ha invitato a dimettersi. Poi è intervenuto Saverio Acito: “la maggioranza è senza responsabilità”, ha detto, “per l’assenza di otto consiglieri e non si può pretendere dall’opposizione, senza che abbia condiviso la proposta, di votare un candidato imposto”. Acito ha ricordato che il Pdl, nell’ultima seduta si è anche astenuto dal votarne il rinvio, sperando che giungesse una proposta comune che poi non è arrivata ed ha invitato anch’egli il Sindaco a dimettersi, per incalzare i dissidenti, o a condividere la candidatura del Presidente. L’opposizione, quindi, ha dichiarato il non-voto alla Massenzio. Ma gli interventi non sono finiti. Paterino, dell’Italia dei Valori, ha accusato Acito per le responsabilità di governo precedenti ma anche il centrosinistra, con esplicito riferimento al Pd, per non essere riuscito a far tesoro dell’occasione di governo ed a superare i conflitti interni, andando a discapito del resto della coalizione e deludendo gli elettori. Di qui l’invito alla maggioranza ad anteporre l’interesse della collettività a quello del singolo. A Paterino, per il Pdl, ha replicato Pedicini, spiegando che non si può tacciare di incompetenza il governo precedente della città, che ha comunque lavorato, quando si ha una maggioranza evidentemente spaccata. Morea, dei Popolari Uniti, ha voluto comunque dare fiducia al Sindaco per il superamento dell’ostacolo della Presidenza, come ha fatto Trombetta del Pd ma esprimendo disagio per la situazione. Cotugno di Sinistra per Matera si è detto “preoccupato” da quanto sta accadendo nel centrosinistra perché questa non è la sua idea di politica. Penultimo intervento è stato quello di Acito della Lista Stella, che ha fatto appello anche all’opposizione a provvedere all’elezione, definendo questo un “dovere morale”; mentre Manuello di Io Sud, dall’opposizione, ha parlato di “teatrino della politica”. L’assemblea è poi passata al voto del Presidente, utile però solo con la maggioranza di 21 consiglieri. E così il Consiglio Comunale di Matera non ha ancora un Presidente: la Massenzio ha riportato le 17 preferenze del centrosinistra, Toto 9 preferenze e Pedicini 5, più una scheda bianca. Anziché passare ad una seconda votazione, Adduce ha chiesto il rinvio della seduta al 28 luglio e la proposta è passata.

 

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