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Centrosinistra lucano spaccato sulle Commissioni

Il palazzo della Regione Basilicata

POTENZA – Prime scosse di terremoto anche nel centrosinistra regionale. L’epicentro del sisma è coinciso con le nomine dei Presidenti delle Commissioni consiliari. Tre, sostanzialmente, i partiti in polemica: Psi e Sel da una parte, Italia dei Valori dall’altra. Oggetto del contendere la Commissione Attività Produttive, andata a Romaniello della Sel, e che Idv avrebbe voluto riservare al consigliere Benedetto. Al centro il Pd, a cercare di mediare tra le posizioni andando incontro più alle prime due forze, fuori tanto dalla Giunta quanto dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, che al partito dipietrista. La conciliazione, in particolare, è stata tentata dal consigliere Vincenzo Viti che, in seguito, non essendoci riuscito, si è detto “rincresciuto per l’impossibilità di raggiungere un’intesa complessiva che, nello spirito coalizionale, consentisse una assunzione condivisa delle Presidenze”. A Viti, poi, si sono aggiunti il Presidente della Giunta, De Filippo, quello del Consiglio, Folino, ed il segretario lucano del Pd, Speranza. Ma ad Italia dei Valori, a quanto pare, visti anche i precedenti relativi alla composizione dell’esecutivo lucano che hanno visto intervenire direttamente il leader da Roma per farsi spazio tra le non tanto numerose poltrone, non va bene soltanto la titolarità della Commissione Bilancio, affidata al proprio consigliere Cicchetti. Quest’ultimo, però, ha spiegato che “gli impegni non sono stati rispettati, che Italia dei Valori in Basilicata é il secondo partito della coalizione e si aspettava che gli impegni assunti sull’assegnazione delle Commissioni, quando al partito é stato chiesto al partito di rinunciare al secondo assessorato, fossero dati acquisiti”. E le parole successive non sembrano molto incoraggianti: “prendiamo atto che il Pd, sopravvalutato nella distribuzione degli incarichi, alimenta tensioni per poi proporsi come ‘pompiere’, ma sempre con gli spazi politici degli altri”, ha detto Cicchetti spiegando che “la frammentazione delle trattative all’indomani delle elezioni ha determinato che si discutesse su più tavoli, senza mai concludere un assetto definitivo e condiviso, e che con tale metodo ogni decisione è scollata dalle altre e si ricomincia sempre da zero”. Contraddetto da tutta questa querelle è il consigliere Falotico, eletto nel listino Per la Basilicata, al punto tale da aver già annunciato le dimissioni dagli incarichi di segretario della seconda e della quinta commissione, per “la mancanza di chiarezza sul senso di coalizione”.

 

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