Presa di posizione della dirigenza del PDL

Matera. Scrivono Cosimo Latronico, Giuseppe Labriola e Nicola Rocco rispettivamente coordinatori del PDL della provincia e della città di Matera dopo che il dibattito politico all’interno della principale formazione politica si è fatto acceso e soprattutto dopo il risultato  conseguito al primo turno nelle comunali 2010. Di seguito il comunicato integrale:

“Le questioni che hanno animato il dibattito politico nell’ambito del Centro Destra materano impongono una presa di posizione ufficiale dalla Dirigenza del Popolo della Libertà. Con particolare riferimento all’incontro organizzato il 6 aprile scorso presso l’Hotel San Domenico di Matera ad iniziativa dei c.d. “autoconvocati”  del PDL ed ai resoconti giornalistici concernenti la stessa iniziativa si stima utile precisare quanto appresso.

1). Riguardo ai risultati conseguiti dal PDL nell’ultima tornata elettorale, si è data una singolare e capziosa enfasi alla sconfitta incamerata nella competizione comunale, mentre si è completamente sottaciuta la buona affermazione conseguita dalla lista provinciale nella kermesse regionale, che ha consentito per la prima volta al Centro Destra di eleggere tre membri nell’ambito del Consiglio Regionale;

2). Il Partito, attraverso le proprie articolazioni istituzionali, non ha mai ed in alcun modo negato o sottovalutato il risultato, in verità assai deludente, riportato nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco di Matera.

All’esito della serena, franca e laica analisi del voto eseguita, la defaillance elettorale è stata attribuita:

a). all’impatto sicuramente negativo che nell’elettorato materano ha avuto la prematura cessazione del precedente Governo cittadino;

b). alle difficoltà fisiologicamente connesse alla fase costituente del nuovo partito, che negli ultimi mesi hanno animato la dialettica politica nel centro destra sull’intero territorio nazionale;

c). alla premeditata, rancorosa e mirata azione di indebolimento, per non dire di demonizzazione, del Partito e dei vertici locali progettata da tempo e quotidianamente portata avanti da esponenti politici della Città che, pur iscrivendosi ideologicamente nel centro destra e millantando un pluriennale attivismo a servizio del partito, hanno di fatto garantito appoggio e coram populo sostenuto altri candidati sindaci, sgretolando così l’elettorato di centro destra e favorendo la dispersione di un gran numero di votanti.

I c.d. “autoconvocati” del PDL sono le stesse persone che nella precedente competizione elettorale hanno sostenuto un candidato Sindaco diverso da quello indicato da AN, Forza Italia ed UDC e, a differenza di quel candidato che ha fatto una scelta di grande responsabilità entrando a far parte del PDL, di cui ha condiviso progetto e valori ispiratori, loro si sono completamente disinteressati di ogni e qualsiasi problematica, continuando a beneficiare di uno status elettivo “guadagnato” proprio grazie ai voti dei tanti aderenti ed iscritti alla grande coalizione politica generata dalla felice intuizione di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Si tratta, ad onor del vero, degli stessi esponenti che hanno la diretta e, comunque, la morale responsabilità della anticipata cessazione della precedente amministrazione, avendo fatto mancare la maggioranza in seno al Consiglio Comunale mediante le continue e ripetute diserzioni delle adunanze consiliari o, in alcuni casi, il voto contrario ai provvedimenti dell’amministrazione. E’ strano, per non dire paradossale, che i c.d. autoconvocati del PDL identifichino nelle “diaspore infinite” all’interno del Partito la vera causa dell’insuccesso elettorale, quando, in realtà, loro stessi incentivano e favoriscono spaccature, divisioni e contrapposizioni, attraverso iniziative all’esterno del Partito e senza nemmeno tentare di trovare una sintesi al suo interno, paventando improbabili manifestazioni contro la dirigenza locale. E’ scorretto far passare come decisione del Partito la colorita e rispettabilissima espressione assertivamente attribuita ad un autorevole esponente del Partito in ordine al posizionamento da assumere in vista del ballottaggio, quando, attraverso le comunicazioni ufficiali della locale dirigenza, il PDL ha lasciato liberi gli elettori di votare secondo coscienza, rispettando tuttavia i principi ed i valori fondanti del proprio partito di appartenenza; il che, oltre a motivare chiaramente gli elettori a non restare indifferenti rispetto al ballottaggio e, quindi, a non disertare le urne, esprime, per un verso, un obbligo indeclinabile per un Partito di Governo e, per altro verso, l’orientamento emerso all’esito di un dibattito democratico e partecipatissimo all’interno del Partito. Forse si intendeva, attraverso il caldeggiato e sottolineato sostegno ad uno dei due candidati al ballottaggio, far conseguire una seconda sconfitta al PDL, per poi prendere la palla al balzo ed addossare ai dirigenti locali anche questa opinabile scelta. Il risultato elettorale ci ha insegnato che, allorquando non hanno una matrice politico – ideologica, ma soltanto natura personalistica, le contrapposizioni si rivelano perniciose per il Partito, avvantaggiando soltanto gli avversari politici e gli esponenti della c.d. antipolitica. E’ finalmente giunto il momento della costruzione, della proposizione, della progettualità: chi (e non sono pochi) identifica la genesi del proprio impegno politico con la nascita del PDL respinge giustamente in radice ogni e qualsiasi istinto autolesionista, fondato su questioni personalistiche del passato, che possono e devono superarsi con la Politica del Fare che ha sinora caratterizzato il Governo Berlusconi, senza lasciarsi impantanare nelle logiche scissioniste o prevaricatorie di una o l’altra personalità, autorevole o autoreferenziale che sia. Se davvero si hanno a cuore le sorti del Centro Destra locale, non bisogna dare la sensazione che il Partito sia avvitato su sé stesso e, imbrigliato a risolvere diaspore interne, sia distratto rispetto ai problemi che interessano da vicino i cittadini. Così si determina solo ed esclusivamente un effetto boomerang, favorendo, da un lato, i nostri tradizionali competitor politici che non ne hanno bisogno per il radicamento endemico e strutturale che nel corso degli anni hanno stabilito coi centri del Potere su tutto il territorio regionale ed avvantaggiando, dall’altro, il consolidamento di quella qualunquistica corrente pseudo riformista che va sotto il nome di antipolitica. In ordine, poi, al comunicato stampa affidato dai c.d. “Giovani del PDL” agli organi di informazione locale, si prende con piacere atto che il movimento giovanile, di cui sia prima che durante la campagna elettorale si erano perse letteralmente le tracce, esiste ancora: i giovani devono farsi guidare dal coraggio delle idee, dalla novità delle proposte, dallo sguardo di prospettiva e non immolarsi alla causa personale di qualcuno che evidentemente persegue – loro tramite – ben altri obiettivi. Certo, dopo aver fatto completamente mancare ogni appoggio in campagna elettorale, avendo ripetutamente rifiutato di scendere in campo nella lista del PDL ed avendo disertato ogni iniziativa politica organizzata, la presa di posizione, pur allontanandosi sensibilmente dalle indicazioni del  Partito, lascia ben sperare sulla possibilità di contare nel prossimo futuro sulla capacità di elaborazione politica del movimento giovanile, i cui componenti devono tuttavia rilanciare il proprio impegno all’interno del Partito e non accontentarsi di inseguire il rigurgito di una transeunte visibilità mediatica. La Dirigenza locale del PDL, nel rinnovare il proprio impegno nella costruzione di un moderno e democratico percorso riformatore all’interno del Partito, si augura vivamente che, nel rispetto dei principi che governano ogni consesso politico, si possa inaugurare un nuovo corso, dando spazio alle idee ed ai progetti e mettendo da parte ogni logica revanscista”.

Intanto il consigliere eletto nella lista del PDL, già assessore al comune di Matera, Emanuele Nicoletti unitamente ad altri sostenitori del PDL ha dichiarato “il proprio sostegno al candidato sindaco Angelo Tosto per la sua collocazione politica nell’area dei moderati e per la sua vicinanza alla storia della città e alle problematiche del suo territorio.