Teatro: all’Orfeo di Taranto Luigi De Filippo in Natale in casa Cupiello

87 anni, ma solo sulla carta. Sul palco è senza tempo, Luigi De Filippo. Eterno come l’arte messa in scena per una vita, da un’intera famiglia, di generazione in generazione. Da quando Eduardo ed i fratelli scrissero, negli anni ’30, le storie di fama mondiale di cui alla fine dello spettacolo lo stesso Luigi ne descrive l’attualità.

Questa è la volta di Natale in casa Cupiello, messo in scena al Teatro Orfeo di Taranto. Un classico intramontabile della storia del teatro. “Le relazioni tra marito e moglie, e tra genitori e figli, sono sempre stati oggetto teatrale: fanno ridere, perché riguardano ciascuno di noi”. Concede qualche parola al pubblico che risponde con la standing ovation.

“La verità è che le donne si sposano sperando che l’uomo cambi – scherza ancora, attorniato dagli altri attori (straordinari) – Gli uomini invece si sposano sperando che la donna non cambi mai”. Tra i “scetate, song’e nnove” e i “te piace ‘o presepe”, due cambi scena, e voila’: ecco quel legno trasudare napoletanita’. Emanare magia. Farsi culla di lacrime e risate. Si compie quel sacramento tutto partenopeo che vede mescolarsi allegria e amarezza, solarità e malinconia, accoglienza e distanza. In una parola: schiettezza di sentimenti. Perché la verità, dopo tutto, è contraddittoria. L’amore, invece, è quel “si'” finale concesso da Tommasino al padre. E il teatro. “Teatro – diceva Eduardo – significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male.“