Adoc Basilicata sui contributi scolastici volontari a tutela delle famiglie

“Ogni anno le famiglie italiane versano 200 milioni di euro di contributi scolastici. Molte sono le segnalazioni pervenute anche all’Adoc di Basilicata sullo specifico problema, un malcostume ormai diventato prassi nelle nostre scuole” lo scrive in una nota l’Associazione dei Consumatori.

“Dalle famiglie si esigono somme che vanno dai 20-30 euro alle scuole medie fino ai 250 alle superiori, senza però specificare che si tratta di un’erogazione liberale. Nei casi più gravi si minaccia di non iscrivere gli studenti non in regola con i pagamenti, di bocciarli, di non ammetterli agli scrutini oppure di procedere al recupero coatto delle somme”.

“Le tasse obbligatorie” prosegue il comunicato “sono altre e ben riconoscibili perché ‘intestate’ all’Agenzia delle Entrate e mai alla scuola. Le famiglie che vogliono contribuire (certe scuole sono effettivamente a corto di risorse) si ha il diritto di ricevere informazioni specifiche in merito all’utilizzo del versamento e che tale contributo (letteralmente ‘erogazione liberale’) è detraibile nella dichiarazione dei redditi. Anche il sito del ministero ha preso ufficialmente posizione al riguardo specificando la obbligatorietà e la gratuita dell’istruzione obbligatoria scrivendo che non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori per lo svolgimento delle attività curriculari e connesse all’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro)!”

“Il diritto allo studio è intoccabile e prescinde dal versamento del contributo, così detto, volontario: qualsiasi discriminazione per gli studenti, derivante dal rifiuto di questo pagamento, è illegittima”.

Qualora i cittadini volessero essere tutelati su questo argomento “insieme a noi” conclude l’ADOC “potremmo segnalare la questione all’Antitrust per chiedere che venga dichiarata illegittima tale pratica incresciosa”.

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