Puglia, cala la cassa integrazione. Uil: “Non siamo ancora fuori dalla crisi”

La Puglia in controtendenza rispetto al resto dell’Italia per quel che riguarda le ore di cassa integrazione concesse, dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2018. A settembre 2019, infatti, sono state autorizzate circa 620 mila ore a fronte di 1.197 mila ore autorizzate a settembre 2018. A livello provinciale, segnano il passo Bari con -28,4%, seguita da Brindisi e Taranto, mentre fanno eccezione al trend territoriale Foggia e Lecce. Considerando i principali settori produttivi, l’industria registra un aumento di ore autorizzate, da settembre 2018 a settembre 2019, di +45%, calo modesto per l’edilizia (-14%) e per il commercio (-17%), mentre per l’artigianato è un eloquente -100%. A prima vista – ha dichiarato Franco Busto, segretario generale della Uil di Puglia – potrebbe apparire una notizia positiva, tuttavia non è il caso di lasciarsi andare a facili entusiasmi. I macro dati, infatti, andrebbero analizzati nel dettaglio. E’ facile verificare che la diminuzione più netta c’è stata nelle ore di cassa straordinaria (-61,7%), mentre la cassa integrazione ordinaria, anche in Puglia, è in aumento (+10,6%). Va da sé che sostenere che la Puglia sia fuori dalla crisi sarebbe un’esagerazione senza fondamento. Piuttosto – ha poi proseguito Busto – preoccupa il ricorso sempre più scarso alla cassa integrazione straordinaria, sintomo che molte aziende scelgono con sempre maggiore frequenza la chiusura e il conseguente licenziamento piuttosto che avventurarsi in vertenzialità annose e dolorose nella speranza di un processo di reindustrializzazione”. Secondo Busto, è necessario rivedere lo strumento degli ammortizzatori sociali, ancora fondamentale per tutelare tante situazioni critiche. I dati, infatti, parlano chiaro: in Puglia, da gennaio a settembre 2019, grazie alla cassa integrazione, sono stati salvaguardati quasi 10mila posti di lavoro, 1704 posti di lavoro in più rispetto allo stesso periodo del 2018.