CGIL: oltre 18mila lucani chiedono il Reddito di Cittadinanza

Su 18.036 domande presentate (al 6 giugno), undicimila accolte. Summa: “l’aver messo assieme politiche per la povertà e politiche attive del lavoro è, per quanto ci riguarda, una scelta infelice”.

In Basilicata, fino al 6 giugno scorso, sono state presentate 18.036 domande per il reddito di cittadinanza, di cui 11.090 accolte e 5.275 respinte: in base ai dati dell’Inps, inoltre, sono le domande per la “quota 100” sono state complessivamente 1.354, di cui 474 in provincia di Matera e 880 in provincia di Potenza (di cui 613 dal settore privato e 741 da quello pubblico).

Cgil Basilicata: incontro previdenza e reddito di cittadinanza

I dati sono stati illustrati nel corso di un incontro organizzato dalla Cgil, a cui ha partecipato il coordinatore dell’area mercato del lavoro della Cgil, Corrado Barrachetti, il responsabile della previdenza pubblica per la Cgil, Enzo Cigna, e la responsabile povertà Giordana Pallone.

Per quanto riguarda le persone impiegate nella gestione delle domande di reddito di cittadinanza, in totale in Basilicata si registrano 111 operatori (42 in provincia di Matera e 69 in provincia di Potenza), di cui 31 navigator (12 a Matera e 19 a Potenza).

“Dalla lettura del cosiddetto ‘decretone’ sul reddito di cittadinanza” hanno detto in una nota il segretario lucano della Cgil, Angelo Summa, e una delle componenti della segreteria regionale, Anna Russelli “emerge, purtroppo, la conferma che il percorso delineato sulla attuazione della misura sia ricco di ostacoli e criticità che potrebbero finire per scaricarsi sui potenziali beneficiari. L’aver messo assieme politiche per la povertà e politiche attive del lavoro è, per quanto ci riguarda, una scelta infelice. In Basilicata, inoltre” hanno concluso Summa e Russelli “le questioni da affrontare riguardano anche la conciliazione della misura reddito di cittadinanza con le altre misure regionali di sostegno al reddito: il reddito minimo di inserimento e i tirocini di inserimento sociale, su cui da tempo abbiamo chiesto chiarezza al governo regionale”.

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