Ex Ilva, Di Maio a Taranto: “Inizia la fase 2”. Si dimettono intanto i commissari

Vice premier, capo politico del M5S, firmatario dell’accordo per la cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal, il ministro Di Maio era atteso da tempo a Taranto. Per l’ex Ilva “inizia la fase 2, nella quale progetteremo e realizzeremo il futuro di Taranto”, anticipa. Il primo passo lo compiono i commissari straordinari Gnudi, Laghi, Carrubba, dimettendosi, “per consentire al Ministro dello Sviluppo Economico ogni valutazione sull’ulteriore percorso che l’Amministrazione Straordinaria del Gruppo Ilva dovrà affrontare nell’ambito degli indirizzi che fornirà la Commissione speciale per la riconversione della Città di Taranto, istituita dalla Legge n. 145 del 2018 anche in raccordo con il Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto di cui al decreto legge n. 1 del 2015”.

Arriverà, Di Maio, con Costa, Grillo, Lezzi, Bonisoli. Rispettivamente ministri di Ambiente, Salute, Sud, Cultura. Tutti i grandi temi della crisi tarantina. Si riuniranno in Prefettura per fare il punto sul Cis, Contratto istituzionale di sviluppo.

Invitati 23 soggetti tra associazioni, comitati e movimenti, molti a favore della chiusura dell’Ilva. Una delegazione fu ricevuta al Mise da Di Maio, prima della firma dell’accordo che ha aperto le porte agli indiani. Una chiusura di trattativa che ha fatto maturare delusione e rabbia tangibili. Il M5S, il 4 marzo, ha raccolto a Taranto quasi il 60 per cento dei voti, per la campagna elettorale che prometteva la chiusura del siderurgico. Quanto meno fino al 9 febbraio. Prima delle elezioni. Quando Di Maio, al teatro Orfeo, smise di usare il termine chiusura, ma parlò di salvaguardia dei posti di lavoro. Taranto, le associazioni, i cittadini, i consiglieri comunali dimissionari del M5S, parlano invece di tradimento elettorale.

Il clima è teso. La prima reazione alla notizia dell’arrivo del ministro è stata l’organizzazione del sit in di protesta davanti alla Prefettura. “Saremo in piazza contro le politiche di Di Maio e di tutto il governo gialloverde – fanno sapere gli attivisti – che, i precedenti, ha deciso di immolare la nostra città in nome della produzione a danno della salute, e che vede, fra gli altri scempi, la Lega fra gli investitori di ArcelorMittal”.

Anche Legambiente attende risposte dal ministro. Sulla Viias (Valutazione integrata impatto ambientale e sanitario) per lo stabilimento siderurgico di Taranto. Sulla istituzione di “un portale informativo a disposizione dei cittadini in cui vengano indicati, interventi previsti, scadenze, risultati” dell’Aia e Piano ambientale. Ancora, Di Maio “affronti il tema dei risarcimenti alla città e ai cittadini”, chiarisca sulla immunità penale, sulle bonifiche del mar Piccolo, sulla riqualificazione della città vecchia, sull’impiego culturale dell’Arsenale. Interventi previsti tutti nel Cis.

Dall’altra parte ci sono gli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo” di Taranto e di Statte: “Continuiamo a fidarci della scelta di aver affidato al M5S, ai parlamentari eletti il 4 marzo 2018 e al Governo del Cambiamento il compito di attuare la riconversione economica di Taranto”.

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