Bandi Periferie. Decaro dopo il nuovo incontro col Governo: “senza fondi non torniamo ai tavoli”

Il presidente ANCI “Attendiamo fino al 18 ottobre, le parole non bastano più”

Ancora un nulla di fatto dopo l’ennesimo incontro tra Anci e Governo sui Bandi Periferie. Il presidente Antonio Decaro insieme al vice Roberto Pella ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e i viceministri all’Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia ma “ancora una volta” ha affermato all’uscita “la disponibilità a risolvere il problema, assicurata a parole dal governo, non trova riscontro nei fatti”.

Per il presidente dell’associazione dei sindaci italiani “è arrivato il momento di concretizzare l’impegno. I fondi per le periferie devono essere restituiti”.

“Durante l’incontro” riferisce Decaro “abbiamo registrato disponibilità. Tanto che abbiamo discusso della possibilità di finanziare anche quei Comuni che non hanno partecipato al bando periferie ma hanno comunque bisogno di investire nelle zone in cui si concentra un maggior rischio per la sicurezza e la qualità della vita dei residenti”. Agli amministratori locali le parole dunque non bastano più e dichiarano di voler aspettare fino al 18 ottobre, confidando di in una risposta formale che consenta ai Comuni di continuare con i lavori programmati. Fino ad allora resta la rottura delle relazioni istituzionali, facendo mancare la partecipazione dell’Anci alle riunioni della conferenza unificata e della Stato Città.

“Una rottura che ci costa” aggiunge Decaro “ma che è inevitabile senza un atto concreto: un’intesa in Unificata o una norma all’interno di un decreto legge, che restituisca ai Comuni quelle risorse”.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’associazione hanno anche discusso la manovra 2019 ed hanno chiesto al Governo il “il ristorno ai Comuni del taglio applicato nel passato ai trasferimenti e che adesso è scaduto, 560 milioni di euro in più dal prossimo anno, e il contributo compensativo del passaggio dall’Imu alla Tasi che ammonta a 300 milioni”.

Il vicepresidente Anci Roberto Pella ha evidenziato agli esponenti dell’esecutivo la necessità di semplificare le procedure amministrative e contabili per i piccoli Comuni. “Non ha senso imporre lo stesso iter a strutture non paragonabili, per risorse economiche e umane, come il Comune di una metropoli e quello di un paesino”.

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