Rapporto Svimez, allarme fuga dei giovani. Puglia e Basilicata meglio della media

La ripresa c’è ma è lenta. Un Mezzogiorno che cerca di difendersi continuando a investire sulle proprie risorse ma a quanto pare ancora non basta. Sono stati presentati a Roma dallo Svimez le anticipazioni del Rapporto 2018 che preannuncia un contesto di grande incertezza per il prossimo anno. Il sud rischia infatti una grande frenata alla luce dei dati riportati nell’ultimo rapporto: a questo si aggiungono gli investimenti ma solo da parte dei privati. Manca il contributo della spesa pubblica. Al Sud l’occupazione è sì aumentata, ma quella di “bassa qualifica e bassa retribuzione”. Non solo: la crisi ha colpito soprattutto i giovani under 35: il saldo negativo di 310 mila occupati tra il 2008 e il 2017 al Sud è la sintesi di una riduzione di oltre mezzo milione di giovani tra i 15 e i 34 anni (-578 mila), di una contrazione di 212 mila occupati nella fascia adulta 35-54 anni e di una crescita concentrata quasi esclusivamente tra gli ultra 55enni (+470 mila unità). Significativi anche i dati relativi ai giovani neo laureati che decidono di lasciare le regioni del Sud Italia: Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti. Quasi 800 mila non sono tornati. La Puglia, che nel 2016 aveva molto frenato (+0,2%) rispetto al positivo andamento del 2015 (+1%), rialza la testa e il PIL regionale nel 2017 si attesta a +1,6%. Merito, in particolare, dell’industria delle costruzioni, anche in questo caso trainata dalla spesa dei Fondi europei per le opere pubbliche (+11,5%), ma anche da un’intonazione positiva dell’industria in senso stretto (+9,4%). L’agricoltura pugliese fa registrare una performance positiva (+4% nel triennio) mentre sono sostanzialmente stazionari i servizi, che registrano un modesto +0,7%. La Basilicata si attesta su un incremento del PIL modesto, +0,7% nel 2017, dopo la forte accelerazione della crescita negli anni scorsi: addirittura +8,9% nel 2015, +1,3% nel 2016. Va notato che l’industria lucana è in forte ripresa già dal 2014 e continua a trainare l’economia regionale, sia pure con intensità diverse, nel triennio, al termine del quale registra una performance molto positiva (+47% nel 2015-2017). Nel periodo, vanno bene anche le costruzioni (+18,3%) mentre sia i servizi (-1,3% nel triennio) che l’agricoltura (-1,2%) appaiono in controtendenza rispetto al resto dell’economia meridionale.
https://youtu.be/9_z-taeMKUE
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