Parchi minerali, via ai lavori: “Inizieremo dalle zone più vicine alle case”

Cantiere per la copertura dei parchi minerali dell’Ilva di Taranto aperto. Opera da circa 300 milioni finalizzata alla soluzione dello “spolveramento” sulla città (soprattutto durante i cosiddetti wind day), in particolare sul quartiere Tamburi che ha le sue prime abitazioni a pochi metri dai parchi.

Saranno coperti il parco minerali e il parco fossile. Ciascuna struttura sarà lunga 700 metri e larga 254. Ci vorranno, rispettivamente, 53 e 56 arcate di un’altezza esterna di 77 metri. Saranno utilizzate 60mila tonnellate di acciaio, 200mila metri cubi di calcestruzzo, 10mila tonnellate di armature e 24mila metri di pali di fondazione, per un totale di 700mila metri quadrati di copertura. Pari, complessivamente a 56 campi da calcio: 28 per parco.

“Un’opera gigantesca” ha detto il ministro all’Ambiente Galletti. I lavori saranno conclusi entro il 2020.

“Tra i nostri progetti questo è sicuramente il più grande – ha spiegato l’ing. Luigi Cimolai – Tra le nostre opere il ponte Adriatico di Bari; il ponte inaugurato pochi giorni fa a Cosenza; la volta di protezione di Cernobyl; il terminal E all’aeroporto di Fiumicino; la copertura ai negozi della stazione nel punto in cui si trovavano le torri gemelle a New York; le paratoie del secondo canale di Panama”.

“Siamo contenti” nonostante “l’inspiegabile ritardo”, ha fatto sapere il sindaco Melucci. Data l’imponenza dell’opera, “Spiace rilevare che Cimolai non abbia ritenuto di voler mostrare il proprio lavoro anche al Comune di Taranto”.

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