Dati sul lavoro nel terzo trimestre 2017 di Ires (Cgil) Basilicata: saldo occupazionale “molto negativo”

Mentre il premier attuale e quello passato, rispettivamente Gentiloni e Renzi, commentano soddisfatti i dati Istat sull’occupazione relativi al mese di Novembre 2017 (E’ il livello più alto dal 1977) la Cgil lucana riporta, e commenta, i dati Ires relativi al terzo trimestre dello scorso anno evidenziando il saldo occupazionale “molto negativo”.

Dai dati resi noti in un comunicato, dal segretario regionale della Cgil (Angelo Summa) e dal responsabile di Ires Basilicata (Giovanni Casaletto) emerge che dal terzo trimestre 2016 ci sono circa 3.800 occupati in meno, a fronte, per lo stesso periodo di tempo, di 108 mila occupati in più nel Mezzogiorno: l’occupazione in Basilicata è quindi diminuita, nel periodo considerato, del 2%, con una “performance negativa al femminile (-5,9%) e una lieve ripresa al maschile (+0,5%)”.

Nella media dei primi tre trimestri del 2017, gli occupati sono circa 3.300 in meno rispetto ai primi tre trimestri del 2016, e la flessione è del -1,6%. Nello stesso periodo il Mezzogiorno recupera in media 64 mila occupati (di cui 42 mila maschi e 22 mila donne), con una variazione del +1,1%.

I settori maggiormente colpiti dal calo occupazionale sono l’industria e le costruzioni, con un -4,5% e -3,4% “a fronte di un considerevole aumento, specie per il settore edilizio, di regioni vicine come la Puglia (+12%), la Campania (+31,5%), il Molise (+29,1%)”.

Continua ad aumentare l’occupazione solo nel settore legato a commercio, alberghi e ristoranti, con una variazione del +5,8%, “probabilmente legata allo sviluppo di attività legate al turismo ed ai servizi commerciali in una regione che conosce importanti occasioni di sviluppo del settore, ma da cui non è facile, né opportuno, trarre indicazioni generali sulla traiettoria complessiva di sviluppo”.

Secondo la Cgil, infine, “in questo preoccupante scenario l’occupazione totale in Basilicata scende, decisamente, sotto la soglia dei 190 mila addetti, più bassa dei livelli del 2015”.

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