Ilva. Confindustria Taranto chiede al governo misure a sostegno delle imprese dell’indotto

Crediti per 150 milioni e ritardo pagamenti gestione corrente

“A Taranto di particolare rilevanza continua ad essere la paradossale situazione dell’indotto, le cui aziende avanzano crediti per 150 milioni di euro per lavori realizzati e commissionati dall’ Ilva già commissariata, quindi con una gestione di diretta espressione governativa”.

E’ quanto fa rilevare Confindustria Taranto che  chiede al governo misure a sostegno delle imprese e condivisione nelle scelte.

Vincenzo Cesareo (sx) – presidente Confindustria Taranto

“In base ai dati desumibili dallo stato passivo esecutivo – aggiunge l’associazione degli industriali – e per ammissione del Mise, il giudice delegato ha riconosciuto in prededuzione crediti per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro. Il riconoscimento della prededucibilità ai crediti delle piccole e medie imprese rimane vincolata al concetto di impianto produttivo essenziale, mentre solo agli autotrasportatori sarà sufficiente dimostrare di aver fornito prestazioni che consentano la funzionalità di impianti produttivi non necessariamente rientranti nel novero degli essenziali”.

La situazione delle aziende dell’indotto, denuncia Confindustria, “è aggravata dai ritardi nei pagamenti della gestione corrente. Sebbene, infatti, i Commissari Straordinari abbiano elaborato un piano di recupero delle fatture scadute e abbiano garantito il proprio impegno per la risoluzione di questa problematica, i tempi di pagamento si stanno allungando a causa di un’oggettiva difficoltà a mantenere gli impegni assunti”.

L’associazione chiede dunque il “riconoscimento della prededucibilità dei crediti pregressi, il pagamento puntuale del corrente, l’annullamento e/o modifica della clausola di rescissione unilaterale così come proposta e la certezza del coinvolgimento delle imprese locali nella nuova Ilva”.

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