Ilva: copertura parchi, si potrebbe procedere coi soldi dei Riva

Del miliardo e duecento milioni di euro recuperati dalla transazione con i Riva, una parte sia impiegata per dare via ai lavori di copertura dei parchi minerali. Potrebbe essere questa la soluzione per accelerare i tempi sull’intervento più urgente per frenare il fenomeno dei Wind Day e per ridurre l’impatto sull’ambiente dell’Ilva di Taranto. Se n’è discusso al tavolo al Mise: il Governo, ha spiegato il ministro Calenda, vuole verificare la possibilità che siano i commissari straordinari Gnudi, Carrubba e Laghi a procedere, prima che l’Ilva passi definitivamente alla Am InvestCo Italy. La cordata di nuova proprietà infatti non prevede la copertura dei parchi prima del 2023. Basterebbe dunque l’accordo tra ministero dello Sviluppo economico e commissari per avviare i lavori. Solo un’anticipazione economica. Mittal restituirebbe poi la somma, senza così togliere fondi alle bonifiche esterne.

La verifica della fattibilità è in corso: quei fondi sono vincolati all’uso della bonifica esterna dell’Ilva. Mentre gli interventi all’interno devono essere di competenza della Am InvestCo. È dal 2013 che si attende la copertura dei parchi. “Se fosse confermata la possibilità che l’Amministrazione Straordinaria anticipi gli investimenti in tema ambientale, a cominciare dalla copertura dei parchi minerali, saremmo lieti di valutare che l’azione degli enti locali sta risultando particolarmente incisiva a tutela dei cittadini – commenta il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci – La nostra soddisfazione sarà comunque piena – aggiunge – quando anche la questione dell’indotto e dell’avvio delle bonifiche troverà l’adeguata attenzione”.

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