Ex guardie mediche contro la Regione Basilicata: No a restituzione delle indennità

Si aggrava la situazione dei circa 500 medici del servizio di continuità assistenziale, da giugno scorso in attesa di una convocazione presso la Regione Basilicata per affrontare la richiesta unilaterale di restituzione delle indennità percepite dal 2008, dopo i rilievi della Corte dei Conti, secondo una stima complessiva pari a 18 milioni di euro. Ovvero rimborsi chilometrici ed altri oneri previsti dall’Ente lucano nel contratto integrativo, secondo i medici, “necessari allo svolgimento della professione”. Alcun camici bianchi dovranno restituire fino a 60 mila euro, cifra affatto alla portata e che ha indotto alla forma estrema di mobilitazione in viale Verrastro a Potenza insieme alle sigle sindacali di settore Cgil, Cisl, Uil, Fimmg, Smi e Snami. In corso un lungo tavolo presso la Presidenza della Giunta, mentre in strada è protesta in attesa di novità.

Il caso ha prodotto anche degli effetti politici. A sostegno delle ex guardie mediche, sono intervenuti i consiglieri regionali del Partito Democratico, Lacorazza, del Gruppo Misto collegato a Mdp, Romaniello, e di Forza Italia, Napoli.

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