Passa in Senato la legge a sostegno dei piccoli Comuni

Diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale, ma anche semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi, con un connubio di tecnologia e green economy. Sono queste le principali novità per i comuni più piccoli che la legge approvata in Senato porterà nelle comunità locali.

Antonio Decaro, presidente Anci nazionale

“La legge appena approvata” spiega il presidente nazionale dell’Anci, Antonio Decaro “mette a disposizione i primi fondi mirati, 155 milioni, e individua criteri precisi per la loro ripartizione tra i Comuni e i territori con particolari criticità: Comuni in aree con dissesto idrogeologico, con decremento della popolazione residente, con disagio insediativo, con inadeguatezza dei servizi sociali essenziali. Dà cioè gli strumenti per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni e per la riqualificazione e il recupero dei loro centri storici. Sono tante le battaglie che l’Anci ha fatto per i piccoli Comuni” continua “Penso alle risorse per oltre un milione e 400 mila euro per potenziare le attività di protezione civile e all’innalzamento del turn over dal 25 al 75 per cento o al 100 per cento (Comuni con popolazione tra i mille e i tremila abitanti). Penso al bando aree urbane degradate, che guardano ai centri più piccoli, finanziato con 78 milioni ma che deve essere rifinanziato per coprire i 451 progetti ammessi, e alla nostra proposta di revisione della legge Calderoli per le gestioni associate che devono essere su base volontaria, incentivate e alle quali deve conseguire una reale semplificazione normativa. Ora ci aspettiamo che questa legge serva anche come orientamento nella costruzione o rivisitazione delle norme spesso inadatte ai Comuni di minore dimensione demografica. La sfida per recuperare il valore dei piccoli Comuni delle aree marginalizzate del nostro Paese deve partire quanto prima dall’avvio di politiche differenziate che consentano agli amministratori locali di avere strumenti variabili in funzione delle caratteristiche delle comunità che devono governare”.

“Oggi è una giornata storica per i piccoli comuni, quelli con meno di 5 mila abitanti” dichiara Salvatore Adduce, presidente dell’Anci di Basilicata, commentando il via libera di Palazzo Madama alla proposta di legge di sostegno ai piccoli comuni. Il provvedimento infatti riguarda la quasi totalità dei comuni lucani (ovvero 102 sui 131).

Il lungo iter che ha portato all’approvazione odierna, ricorda Adduce “ha occupato per oltre tre lustri e per ben quattro legislature parlamentari i lavori di Camera e Senato. La legge contiene una serie di previsioni finalizzate innanzitutto a contrastare la piaga dello spopolamento di cui l’Anci si sta occupando da tempo. La legge punta a risolvere le principali difficoltà delle piccole realtà amministrative, garantendo l’accesso ai servizi per contrastare lo spopolamento e interventi in materia di ambiente, protezione civile, istruzione, sanità, servizi socio assistenziali, trasporti, viabilità e servizi postali”.

Il fondo di 100 milioni di euro viene istituito per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017, e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. A beneficiarne in Basilicata saranno 102 piccoli comuni, “l’Anci” conclude Adduce “presto organizzerà un seminario per far conoscere nel dettaglio tutte le opportunità della legge”.

“La legge, che impatta sull’intero territorio nazionale, ha particolare rilievo in alcune regioni, come la mia Basilicata, ove ben 102 comuni su 131 hanno meno di 5000 abitanti e rientrano dunque nella platea coinvolta dall’articolato” dichiara soddisfatto il senatore lucano Salvatore Margiotta che ricorda anzitutto di rendere merito ad  “Ermete Realacci, che della proposta é stato intelligente ideatore, promotore instancabile, nonché regista dei passaggi parlamentari ed a tutti i colleghi parlamentari del PD che l’hanno sostenuta con convinzione, sia alla Camera che al Senato. Voglio infine ricordare l’impegno profuso in altra legislatura dal collega, e amico, deputato potentino Peppino Molinari, animatore, alla Camera e sul territorio, del dibattito e costruttore del consenso sulla normativa”.

Anche il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, commenta entusiasta il via libera di palazzo Madama: “via libera definitivo dal Senato alla legge a sostegno dei piccoli comuni, che saluto favorevolmente e che si aggiunge agli investimenti del governo regionale per contrastare la rarefazione dei servizi e lo spopolamento delle aree interne”.

“Un bel pezzo d’Italia da valorizzare e su cui investire” aggiunge Roberto Speranza, potentino e leader di MdP-Articolo1 che è dopo Ermete Realacci ed Enrico Borghi il terzo firmatario della legge.

“Una legge che si è provato- senza riuscirci- ad approvare anche nelle precedenti legislature” commenta “e sulla promozione della quale si è particolarmente impegnato, nella legislatura 2001/2006, l’allora deputato potentino Giuseppe Molinari”.

 

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