Taranto, cozze “bollite” per il troppo caldo. Coldiretti: “La Regione deve estendere i contributi anche ai mitilicoltori”

Perdite di prodotto tra il 40 e il 45%. Gli operatori: “Invasione di prodotto estero, seconda situazione di questo tipo in tre anni”

Troppo caldo, anche per le cozze. Le alte temperature dell’estate 2017, tra le più afose degli ultimi anni, hanno causato danni all’agricoltura ma non solo. Anche il comparto della mitilicoltura è in grande difficoltà, secondo quanto denuncia Coldiretti Puglia, secondo cui la Regione Puglia deve estendere i provvedimenti già formalizzati per le gli altri comparti agricoli. “Le alte temperature degli ultimi mesi – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – stanno causando una vera e propria strage, soprattutto di cozze tarantine. Gli operatori hanno denunciato perdite di prodotto tra il 40 ed il 45% fino a raggiungere punte del 70%. L’afa eccezionale ha determinato un innalzamento delle temperature dei mari fino a valori che nelle acque vicino alla costa hanno raggiunto i 35 gradi e l’assoluta mancanza di piogge che tendono a raffreddare le acque del mare ha portato alla fermentazione delle alghe, privando l’acqua di ossigeno e portando alla moria di pesci e molluschi presenti negli impianti”. Ciò si aggiunge alla crisi del settore ittico che si trascina da 30 anni e che ha causato la perdita del 35%
dei posti lavoro e la chiusura del 32% delle imprese. Senza contare l’arrivo indiscriminato in Italia di prodotto straniero. “Il mercato è
invaso da cozze provenienti da Grecia e Spagna – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti –  perché il settore soffre la concorrenza sleale del prodotto importato dall’estero e spacciato come italiano, soprattutto nella ristorazione, grazie all’assenza dell’obbligo di etichettatura dell’origine. Ad oggi, infatti, l’unico strumento per invertire la crescente dipendenza italiana dall’importazione, che ha superato il 76 per cento è rappresentato dall’acquacoltura, che invece viene penalizzata dalla mancanza di
certezze e da una grave assenza di norme che ne consentano lo sviluppo”.

 

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