Vaccaro, Uil Basilicata. “Si restringe la cassa integrazione straordinaria, norma da rivedere”

Il rischio paventato dal massimo rappresentante lucano della UIL, Carmine Vaccaro, è quello di un incentivo ai licenziamenti collettivi.

Il segretario della UIL di Basilicata punta il dito sul Jobs Act avviato dal Governo Renzi, come già fatto in passato partendo dal tema degli ammortizzatori sociali. Secondo Vaccaro fu sbagliata la scelta di “di ridurre la protezione sociale nelle fasi di ristrutturazione aziendale attraverso la cancellazione della mobilità e della cassa in deroga e il maggior costo per le imprese per la cassa integrazione”.

Da qualche giorno si aggiunge anche l’entrata in vigore un’altra norma che mette un tetto alle ore autorizzabili di cassa straordinaria per le ristrutturazioni.

Il sindacato tramite il Centro Studi Sociali e del Lavoro sta monitorando la situazione per verificare le ricadute dei provvedimenti anche in vista della ripresa delle attività dopo la pausa estiva.

Gli ultimi dati aggiornati sulla cassa integrazione dicono che il primo semestre di quest’anno sono state oltre 1 milione 714 mila le ore di CIG autorizzate in Basilicata. In cima quelle per contratti di solidarietà (oltre 662mila) seguite dalle ore di cigo (643mila). Sempre nel primo semestre dell’anno i posti di lavoro salvaguardati dalla CIG in regione sono stati 1.681 (650 cig solidarietà, 631 cigo, 283 cig in deroga, 117 cigs riorganizzazione e crisi).

Fuori da queste cifre ci sono i dati del “Fondo di integrazione salariale” a protezione dei lavoratori di piccole imprese non sono tutelati da altri strumenti.

In controtendenza, rispetto alla flessione di cassa integrazione, la crescita delle domande di Naspi che deve spingere, dichiara ancora il segretario della UIL di Basilicata, a fare una riflessione sul tema se il venir meno di alcuni istituti di politica passiva (indennità di mobilità) e le restrizioni su altri (cassa integrazione), apportate dalla riforma del lavoro, concorrano, insieme alla insufficiente crescita, a tale aumento.

Occorre dunque rendere meno rigido lo strumento con una modifica legislativa. Il confronto tra Governo e Sindacati si aprirà nelle prossime settimane, la posizione della UIL è la seguente: nessun antagonismo tra protezione sociale per il lavoro e politiche attive. “L’obiettivo prioritario” conclude il sindacalista “non può che essere quello di far lavorare, bene, il maggior numero di persone”.

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