Sanità lucana. Tagli medici continuità assistenziale: preferito l’elisoccorso al nostro lavoro

La Basilicata dei piccoli centri rischia di perdere un presidio che i più considerano vitale. A pagare dazio sarebbe il settore sanitario attraverso il servizio di continuità assistenziale (già noto come guardia medica), messo a repentaglio da una delibera della Giunta regionale lucana dello scorso 3 maggio – motivata con un presunto danno erariale sollevato dalla Corte dei Conti – che incide con pesante decurtazione sullo stipendio dei circa 500 medici e che elimina le indennità, ferme a i livelli del 2008.

In pratica, oltre a percepire una retribuzione inferiore di un terzo – hanno dichiarato in massa sotto la Regione Basilicata con indosso il camice bianco – si ferma ogni velleità di dare seguito ad un percorso formativo di anni e che ha accompagnato la tutela dei cittadini con orario notturno e festivo. Sulla vicenda è mobilitazione del sindacato Fimmg, rappresentativo dei medici di famiglia e di guardia medica. Prosegue l’interlocuzione negli uffici di viale Verrastro per evitare altre rimostranze e soprattutto in modo da intervenire entro le prossime settimane, secondo il consigliere regionale del Gruppo Misto – MDP, Romaniello, con urgenza sui tempi. L’estate è ormai alle porte, banco di prova che sul fronte dell’assistenza sanitaria vedrà l’arrivo sul territorio di migliaia di turisti. Intanto, l’accusa dei medici è quella di aver scelto di destinare risorse all’attivazione dell’elisoccorso notturno piuttosto che preservare il loro ruolo.

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