Ilva ad Arcelor Mittal, Confindustria: “Garanzie anche per indotto”. Sindacati: “Pronti alla trattativa”

L’offerta è da rivedere, ma intanto il decreto è firmato. E monta la preoccupazione proprio su quanto c’è da perfezionare: il ministro Calenda mette nero su bianco che Am InvestCo, nuova padrona dell’Ilva (con canone d’affitto annuo per €180 milioni) dovrà rivedere il piano lavoro, fissando “almeno a 10mila unità il livello occupazionale”. Ci vorrebbe maggiore chiarezza inoltre sul destino dei lavoratori dell’indotto: “Prenderemo contatti con il ministro Calenda – dichiara Vincenzo Cesareo, presidente Confindustria Taranto – provvederemo ad avviare tutti i canali istituzionali affinché possano essere rappresentate le ragioni delle aziende dell’indotto: finora hanno pagato il prezzo più alto”. Da rivedere poi gli aspetti a garanzia della tutela ambientale: il ministro Calenda ha chiesto all’Arcelor Mittal una accelerata sui tempi di realizzazione del piano ambientale.

E’ di incertezza e di preoccupazione intanto il clima in fabbrica. Stati d’animo in cui i lavoratori versano dal 2012. Ma ora inizia la trattativa. La fase decisiva per i loro destini. I sindacati sono già in azione perché realmente sia modificata l’offerta di Arcelor Mittal che aveva previsto, sulle prime, esuberi per circa seimila persone.

Share Button