Dall’introduzione il primo gennaio 2002, hanno visto salire il proprio prezzo molti beni e servizi: dal caffè al banco alle bollette di luce e gas, dalla benzina al cinema, passando per l’aspirina e il Big Mac. Ma c’è anche chi ha assistito al fenomeno inverso, in particolare tutto il comparto elettronico, dai telefoni alle macchine fotografiche.
L’euro nasce ufficialmente il primo gennaio del 1999 ma entra in circolazione il 1° gennaio del 2002. Al momento della nascita i padri (o le madri) nel 99 erano i 15 Stati dell’Unione Europea oggi sono 28.
Con il passare degli anni aumenta il numero dei paesi che l’adottano, con l’aumentare dei Paesi dell’eurozona: attualmente sono solo 19 gli Stati membri che usano l’euro. L’ultimo arrivato è la Lituania mentre la Gran Bretagna (che pure uscirà dall’Unione) non ha mai abbandonato la sterlina.
L’euro è amministrato dalla BCE (Banca centrale europea) e dal Sistema europeo delle banche centrali. Lo scorso mese di maggio proprio la Bce ha deciso di sospendere la produzione della banconota da 500 euro, la cui emissione verrà interrotta intorno a fine 2018 perchè ritiene che l’uso di questa banconota possa facilitare attività illegali e di riciclaggio.
Dopo il dollaro l’euro rappresenta, comunque la si pensi la valuta internazionale.
Gli italiani ricordano bene il passaggio dalla lira all’euro proprio per una serie di rincari e più in generale per l’aumento del costo della vita.Ricordate il cambio? Un euro valeva 1936,27 lire.
Da un lato entrare a far parte della cosidetta “Eurozona” ha imposto all’Italia (e non solo) il rispetto di una serie di parametri in relazione alla solidità di bilancio (austerity). Negli ultimi anni si inizia invece a parlare di “flessibilità” proprio per tentare di superare la fase dell’austerità.
Nonostante queste misure sono in molti ancora oggi a dirsi scettici, se non proprio critici verso l’euro, responsabile per diversi movimenti politici della crisi economica di questi anni.
Comunque la si pensi, buon compleanno euro.
