Taranto. FIOM CGIL conferma lo sciopero: il decreto su ILVA non convince

“Abbiamo espresso giudizio negativo sull’ennesimo decreto che in realtà sposta di un anno e mezzo la vendita, introducendo elementi che non condividiamo, tra cui lo slittamento di 18 mesi per l’attuazione dell’Aia, che secondo noi è invece la condizione preliminare per mantenere un sito produttivo a Taranto”.

Lo ha detto Rosario Rappa, responsabile nazionale Siderurgia della Fiom in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il segretario generale della Cgil ionica Giuseppe Massafra e il segretario territoriale della Fiom Giuseppe Romano.

In relazione alle due cordate che hanno presentato un’offerta per rilevare le aziende del gruppo Ilva, ovvero AcciaItalia (composta da Cdp Equity-DelFin-Arvedi) e Am Investco Italy (formata da Arcelor Mittal-Marcegaglia), Rappa attende “di conoscere le nomine dei tre esperti che valuteranno i piani ambientali, in un tempo massimo di 120 giorni. Ma i segnali che arrivano – ha aggiunto – non sono buoni. Ho ascoltato l’audizione di Arcelor Mittal, che dichiara che l’Ilva di Taranto dovrà produrre unicamente per il mercato nazionale, con un’idea dunque di forte ridimensionamento e senza ipotesi di sviluppo in Europa. Il fatto che vogliano posizionarsi a 6 milioni di tonnellate entro il 2020 poi, la dice lunga poi sulla volontà di ambientalizzazione. Tutti questi elementi, se mantenuti nei piani industriali, preludono a un disastro da un punto di vista occupazionale ed ambientale”.

Sono confermate, intanto, le iniziative di mobilitazione già annunciate da Fim, Fiom e Uilm, che hanno hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori diretti e dell’appalto per le ultime 4 ore del primo turno di lavoro per il 14 luglio, in occasione della visita a Taranto della Commissione dei parlamentari europei Envi (Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare). Previsto un presidio nei pressi della Prefettura ionica. Inoltre, contestualmente alla data di inizio dei lavori di conversione della legge, il 12 Luglio, ci sarà un presidio dei lavoratori in piazza Montecitorio. I sindacati hanno preparato una piattaforma rivendicativa rispetto all’iter di approvazione del decimo decreto riguardante l’Ilva “che mette al centro ambiente, salute e lavoro”. (ANSA)

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