Bari. Landini (Fiom Cgil) al corteo dei metalmeccanici: “tutelare il contratto”

Per il segretario della Fiom Cgil, Maurizio Landini, “non avere più il contratto nazionale come tutela del potere d’acquisto, vuol dire cancellarlo e di fatto, alla lunga, abbassare i salari”.

Landini ne ha parlato a Bari con i giornalisti durante il corteo in cui sfilano i lavoratori metalmeccanici pugliesi oggi in sciopero perché, ha sottolineato Landini, “sono sette mesi che è aperta la vertenza e di fatto Federmeccanica è ancora ferma alla proposta fatta a dicembre”.

“Una proposta” ha sottolineato “per noi inaccettabile non solo perché ci sono pochi soldi, ma perché si propone una modifica radicale del modello contrattuale e una riduzione del ruolo del contratto nazionale, e così per le imprese d’ora in avanti il salario si deve negoziare solo in azienda”.

Allo sciopero aderiscono Fim, Fiom e Uilm Puglia. “È uno sciopero regionale – evidenzia Landini – all’interno di uno sciopero nazionale”. Per il segretario della Fiom occorre tener presente che “siamo in un Paese in cui la contrattazione aziendale riguarda non più del 30% delle imprese che per la maggior parte sono piccole e medie”. In questo contesto “non avere più il contratto nazionale come tutela del potere d ‘acquisto, vuol dire cancellarlo e di fatto, alla lunga, abbassare i salari”.

Manifestazione dei Metalmeccanici a Bari (Ph. Twitter @angelocasale)

Manifestazione dei Metalmeccanici a Bari (Ph. Twitter @angelocasale)

Il leader sindacale ha poi affrontato, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti, anche la questione relativa al referendum sulle riforme costituzionali che si svolgerà il prossimo ottobre: “Io non ho perplessità a dire che considero sbagliata e penso sia necessario votare contro questa riforma” secondo Landini “per cambiare il paese bisogna dire di no a questa riforma che riduce gli spazi di democrazia e stravolge i contenuti di fondo della nostra Carta”.

A chi gli chiede se ci sarà una esplicita indicazione di voto dalla Cgil risponde che per quella data “ci sarà un altro direttivo” ma “ad oggi si può dire che la Cgil considera negativa e non condivide la proposta del governo”.

“La Cgil” ha ricordato nell’ultimo direttivo ha votato un documento in cui giudica negativamente la proposta di riforma. Sia di quella elettorale che non è oggetto di votazione ma che consideriamo sbagliata. Sia le proposte di riforma perché ci sembrano un pasticcio: non è vero che si cancella il Senato, si riducono drasticamente i poteri delle regioni, e si riducono gli spazi di partecipazione democratica delle persone alla vita del Paese”.(ANSA)

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