Patto per il Sud e il “pressing” su Emiliano: lo firmi

Tutto inizia con una lettera, datata 26 aprile, che Michele Emiliano invia a Matteo Renzi “Signor Presidente del Consiglio le chiedo un incontro urgente per avere notizie sulla destinazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione destinati dalla legge al Sud ma che non risultano inseriti nei Patti in via di sottoscrizione, nel frattempo non firmo”.

Trascorre qualche giorno e il 2 maggio Renzi atterra in Puglia ma solo per recarsi in Basilicata, nella vicina Matera a firmare il Patto per la Basilicata. In quell’occasione il presidente Pittella dichiara: “Invito Emiliano formalmente insieme a tutti gli altri presidenti a fare quadrato e a firmare anch’egli il Patto, perchè questa sfida si vince tutti insieme, lo scontro muro contro muro non aiuta né le Regioni singole né il Sud”.

Renzi dal canto suo senza mai nominarlo esplicitamente punzecchia il governatore pugliese tanto che il capogruppo dei Conservatori e Riformisti del Consiglio Pugliese, Ignazio Zullo gli rivolge un appello: “Emiliano non è riuscito a diventare il leader di una battaglia per il Sud tirando dalla sua parte Pittella della Basilicata o De Luca della Campania o Crocetta della Sicilia o Oliverio della Calabria, la sensazione è che la firma non viene messa perché questo comportamento contro il Governo altro non è che lo scontro politico interno al Pd fra Emiliano e Renzi. Alla Puglia e ai pugliesi tutto questo non interessa. Un governo regionale e un governo nazionale devono dialogare al di là degli schieramenti politici”

Emiliano interrogato anche da noi non risponde
(Dichiarazione “no comment” di Emiliano a Francesco Giusto)

Passa qualche giorno, Mattarella va in Puglia ad inaugurare l’anno accademico dell’Università di Bari e Francesco Boccia presidente della commissione Bilancio della Camera presente alla manifestazione dichiara ai giornalisti: “Sapete quanto voglio bene a Michele ma questo no alla firma del Patto per il Sud è francamente incomprensibile e ingiustificabile”.

Dalla giunta gli risponde Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale pugliese: “Stupisce un intervento di un deputato pugliese che, peraltro, non conosce lo stato delle interlocuzioni e dunque rischia, per mero desiderio di creare solo confusione mediatica, di far apparire la Puglia divisa agli occhi del Governo, e quindi di indebolirne la posizione”.

Chi invece torna a premere affinchè Emiliano firmi il patto è Domenico De Bartolomeo presidente di Confindustria Bari-Bat e responsabile nazionale dell’Associazione dei Costruttori per l’utilizzo dei fondi europei 2014-20.

“Emiliano firmi il Patto per il Sud da due miliardi” dichiara al Corriere del Mezzogiorno “e subito dopo spinga il governo ad attivare un tavolo tecnico per salvare i tre miliardi rivendicati dalla Puglia. Magari fissando le priorità come la rigenerazione urbana e il rilancio delle città”.

Anche gli industriali pugliesi, dunque, dopo Francesco Boccia e Ignazio Zullo chiedono al presidente pugliese di superare i conflitti politici con Renzi per privilegiare sviluppo e occupazione e firmare il Patto per la Puglia.

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