Renzi a Matera. Intervista all’insegnante che lo ha contestato e poi incontrato

Filomena Pinca è una insegnante di Valsinni. Ha 38 anni, una laurea in Lettere moderne ed una specialistica in Storia e Civiltà Europee; tre abilitazioni all’insegnamento conseguite tramite la SSIS, tre master, tre corsi di perfezionamento, una specializzazione di sostegno e dieci anni di esperienza dietro ad una cattedra.

Nel 2005 la prima valigia da insegnante la porta a Treviso per un anno; poi torna in Basilicata, prima a Tricarico in un istituto religioso per 8 anni. Scala la graduatoria e decide di tornare in una scuola statale. Insegna prima a Stigliano e poi, quest’anno, a Bernalda, in un liceo scientifico. Adesso è tra gli oltre ottomila insegnanti italiani ad aver partecipato all’osannato piano di assunzioni della ‘Buona Scuola’ di Renzi ma un algoritmo ha cambiato la sua vita, sconvolgendo, di fatto, l’unica cosa che sembrava certa: il punteggio in graduatoria.

La legge, però, prevede, nel comma 9, il ‘differimento’, ovvero la possibilità, per i docenti, di prendere servizio nella propria provincia, se destinatari di nomina annuale.

Ma Filomena Pinca non ci sta e fa ricorso. E approfitta della visita del Premier Matteo Renzi a Matera per palesare l’indignazione sua e dei suoi colleghi, tanto che lo stesso Renzi la ‘riceve’ a fine intervento.

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