Vertenza Datacontact in prefettura a Matera. Telecom proroga il contratto di tre mesi

Datacontact Prefettura MateraNel giorno in cui, dopo un incontro preliminare alla Regione, la vertenza Datacontact arriva sul tavolo della prefettura di Matera assume connotati diversi e contradditori a causa di una serie di dichiarazioni contrastanti di Telecom, l’azienda che sul finire di novembre ha comunicato di non voler rinnovare una commessa di call center che impiega, principalmente a tempo indeterminato, quasi quattrocento persone in Basilicata.

Una vicenda che potrebbe avere un impatto pesante su un territorio che, come ha detto il prefetto di Matera, Bellomo in apertura, nonostante si parli di ripresa, resta ancora segnato dalla crisi, e che potrebbe minare fortemente la tenuta di tutta Datacontact, che gestisce questa commessa da 10 anni.

Non a caso, oltre ai vertici dell’azienda, i legali, la Regione rappresentata dall’assessore Braia, l’avvocato Vito Marsico del dipartimento presidenza della Regione Basilicata, i sindacati regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil e Ugl, e di Ugl terziario nazionale, e gli addetti alle relazioni sindacali di Telecom, Uricchio e De Bartolomei, erano presenti anche i parlamentari Antezza e Latronico, lucani, e il pugliese Vico, che hanno interloquito in teleconferenza coi rappresentanti legali del colosso delle comunicazioni, Montella e Capogrosso.

Da questi ultimi, e dai referenti presenti in loco, l’assoluta irremovibilità sulla rescissione del contratto alla scadenza naturale del 31 dicembre 2015 a causa di carichi pendenti su un azionista Datacontact, ormai ex-amministratore della stessa, che confligge col codice etico degli appalti di Telecom, e l’apertura sulla disponibilità a individuare da parte sua un nuovo gestore della commessa che, sul territorio, possa concordare in un nuovo tavolo un assorbimento delle maestranze, ma solo in parte, quantificabile in circa la metà delle risorse.

E questa è la novità emersa oggi che rende poco chiara la posizione di Telecom, poiché oggi ha annunciato di non essere nelle condizioni di poter reimpiegarle tutte a causa di una contrazione dei volumi di attività a livello nazionale, chiedendo quindi alle parti sociali e istituzionali lucane di avviare le procedure di attivazione degli ammortizzatori sociali.

Una richiesta non possibile perché non sussistono le relative condizioni normative, trattandosi di una interruzione contrattuale e di un eventuale cambio appalto, e che non combacia con un’altra affermazione dei rappresentanti legali Telecom, secondo la quale una parte dei volumi in carico a Datacontact sarebbe già stata riallocata altrove.

Una presa in giro per lo stesso prefetto, che ha definito Telecom “un’azienda che parla quattro lingue diverse”, per i rappresentanti regionali istituzionali e regionali, che energicamente hanno chiesto a Telecom, basandosi anche su precedenti accordi del 22 dicembre scorso con il governatore lucano Pittella, di prorogare la commessa nella sua interezza per il tempo utile a garantire, ragionevolmente nell’arco di tre mesi, un passaggio di consegne concordato e indolore e quindi valida per tutti i quattrocento lavoratori a rischio. Questo anche in nome di un’altra serie di vantaggiosi rapporti in essere tra Telecom e Regione Basilicata.

Una proposta sulla quale, in un primo tempo, si è registrata chiusura da parte di Telecom con la conseguente mobilitazione sindacale che, alla Regione e al Prefetto, ha chiesto un confronto con l’amministratore delegato Marco Patuano sul territorio, minacciando azioni di protesta durante la diretta del Capodanno di Rai 1, la sera del 31 dicembre in piazza Vittorio Veneto.

A tale sollecitazione, per tramite del direttore generale avvocato Vito Marsico, il governatore lucano ha subito fatto seguire un aut-aut: o accettazione delle condizioni o rottura del tavolo.

Dopo oltre mezz’ora di sospensione, il tavolo si è concluso con l’accettazione da parte di Telecom di una proroga di 90 giorni della commessa, con volumi confermati per tutto il mese di gennaio e variabile nei mesi di febbraio e marzo, in attesa di conoscere il nuovo imprenditore che, a detta dell’azienda, già c’è e dovrebbe assicurare di assorbire parte delle maestranze, a seconda dell’andamento dei volumi di lavoro.

Il tavolo in Prefettura si riaggiornerà a metà gennaio, intanto il direttore generale della presidenza della Regione Basilicata, l’avvocato Marsico, ha spiegato che i 90 giorni serviranno anche ad aprire un tavolo di crisi al MiSE perché tale soluzione, come ha dichiarato il presidente Laura Tosto, indebolisce in modo cospicuo Datacontact gettando una seria ipoteca sul suo futuro.

Datacontact chiederà, intanto, ulteriore confronto a Telecom perché l’improvvisa chiusura unilaterale della dialettica da parte del gruppo ha impedito di chiarire motivazioni e posizioni.

Sindacati non soddisfatti, perché lo saranno quando si conoscerà il destino finale di questi lavoratori e restano preoccupati dal fatto che ci sia un’effettiva continuità di commessa, sperando che Telecom intanto dialoghi con Datacontact, nel dubbio che il gruppo abbia in essere altre commesse con altre aziende che possono violare il suo codice etico.

L’onorevole Antezza, a chiusura del tavolo, ha spiegato che al Mise si porteranno anche le incertezze che la rescissione del contratto Telecom crea sul futuro dell’azienda lucana mentre l’avvocato Francesca Chietera (Datacontact) ha spiegato che questa è di fatto una proroga a 30 giorni che impedisce all’azienda di riprogrammare il proprio futuro e che quindi, l’azienda, non è soddisfatta dell’accordo per mancanza di etica rispetto ai dipendenti coi quali non potrà esserci chiarezza.

Se i volumi devono venir massicciamente meno dal 30 gennaio, insomma, ha concluso la Chietera “preferiamo interrompere il rapporto prima”.

Il prefetto Bellomo, però, ha chiesto a Datacontact di accettare l’accordo, assicurando che tutti i canali di interlocuzione, in questi mesi, resteranno aperti per attivare altri tavoli.

Share Button