Calvello (PZ), Organizzazione ambientale alla Regione: “Fare chiarezza su oleodotti”

PetrolioPOTENZA – Gli oleodotti di Calvello (PZ) saranno “acquisiti” dal Comune, a patto che l’Eni sborsi 800mila euro per il ripristino ambientale, oltre che per la bonifica della tubazione da trasferire. La giunta ha aderito alla richiesta dell’Eni con delibera n.202 del 17 settembre scorso. Una notizia che ha fatto alzare le antenne alla Ola, Organizzazione lucana ambientalista. Questa ha infatti chiesto un incontro urgente all’assessore regionale all’Ambiente Aldo Berlinguer e al Presidente dell’Ente Parco nazionale dell’Appennino Lucano, Domenico Totaro.

La Ola chiede di conoscere lo stato attuale di contaminazione e se gli enti preposti abbiano già redatto un Piano di Caratterizzazione per la successiva fase di bonifica e di rimozione della condotta. Chiede se sia stato formulato un piano economico, come previsto dalla legge, per scongiurare un possibile disimpegno da questo obbligo in capo alla compagnia petrolifera. Diversi sono i pozzi petroliferi produttivi a Calvello. E l’Organizzazione ambientalista richiama l’attenzione sull’impatto ambientale. Sulla contaminazione di acqua e terreni. Non a caso, in passato, alcune sorgenti dell’Appennino lucano sono state sottoposte a sequestro. “Una grave situazione di cui oggi, dopo diversi anni, nessuno più parla – afferma la Ola – e non si conoscono gli esiti dei rilievi e monitoraggi ambientali effettuati”.

La delibera della giunta del Comune di Calvello fa riferimento al pozzo Cerro Falcone 2. Per l’Organizzazione ambientalista quel pozzo, classificato come produttivo, dovrebbe essere spostato al di fuori dal perimetro del parco nazionale e all’esterno dei Siti della Rete Natura.

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