Sezione controllo Corte dei Conti approva rendiconto 2014 Regione Basilicata

Corte dei Conti - PotenzaPOTENZA – La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti di Basilicata ha approvato il rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2014.

Nel corso della cerimonia, sono state lette le considerazioni del presidente della sezione Rosario Scalia e del procuratore regionale Michele Oricchio, il quale ha espresso alcune considerazioni sulla mancata approvazione del Dapef (ultima delibera nel 2005) e dell’aggiornamento dei programmi regionali di sviluppo.

Trasparenza e prevenzione della corruzione sono state ancora una volta le criticità richiamate nella requisitoria. Tra i passaggi di Oricchio, la Giunta regionale non ha approvato il bilancio Arpab del 2014 e si perseguono obiettivi risalenti al 2006 ma non corrispondenti alle esigenze ed emergenze ambientali in atto. In dati, nel bilancio ci sono 438 milioni di debiti, l’83,7% a tasso variabile, con saldo negativo di 31,46 milioni di euro. Nel complesso, rispetta gli equilibri di cassa con il saldo dell’ultimo triennio in positivo: quasi 4 milioni di euro di entrate in più con il 55% proveniente dalla sanità e 20% da irap e petrolio.

Una situazione che il Procuratore Oricchio ha definito soddisfacente rispetto al passato ma che resta ancora da migliorare su alcuni punti sensibili: la situazione dei contratti in derivati che causa gravi perdite per l’ente, la gestione dell’acqua, revisione di organi strumentali e società partecipate e la stazione unica appaltante.

Il presidente Pittella ha poi replicato dinanzi ai giudici e numerosi esponenti istituzionali presenti. “Sono soddisfatto – ha dichiarato, sottolineando la collaborazione in crescendo tra ente regionale e Corte dei Conti per migliorare i criteri di trasparenza.

“Si gioca a carte scoperte secondo dovere istituzionale e sono stati raggiunti una serie di obiettivi come nel caso della fatturazione elettronica, premiato a livello nazionale – ha proseguito Pittea – annunciando il prossimo rinnovo degli organismi di Acquedotto Lucano, l’istituzione dell’Egrib ed una riduzione graduale di uffici e dirigenti.

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