Lotta agli incendi. La Corte dei Conti Europea e i fondi Feasr, in gran parte non gestiti bene

IncendioBRUXELLES – Il sostegno dell’Unione europea nella lotta contro gli incendi boschivi e la ricostituzione di foreste danneggiate da calamità naturali e incendi “non è stato gestito in modo sufficientemente buono”.

Lo afferma la Corte dei conti europea in una relazione pubblicata oggi, in cui sono stati analizzati i dati della Commissione e di cinque Stati membri: Italia (Basilicata), Slovacchia, Spagna (Andalusia), Austria, Francia (Aquitania), che rappresentano oltre l’85% della spesa totale nel quadro della misura prevista (la 226).

Inoltre hanno osservato che, mentre il sostegno proveniente dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) alla ricostituzione del potenziale forestale e alla realizzazione di interventi preventivi (noto con il nome di “misura 226”) era stato indirizzato a foreste con un medio e alto rischio di incendio, a livello Ue non esisteva alcun criterio o definizione comune per identificare queste foreste.

Le procedure di selezione negli Stati membri – sostengono alla Corte dei Conti – sono state carenti sotto diversi aspetti: senza chiari criteri di selezione, prive di un’efficace valutazione degli interventi proposti o noncuranti di alcune aree a rischio.

Sebbene molti degli interventi esaminati (fasce parafuoco, diradamenti e disboscamenti) abbiano generalmente contribuito agli obiettivi del sostegno, gli auditor della Corte hanno rilevato casi non connessi a calamità naturali o incendi, bensì aventi altri obiettivi economici o ambientali.

In aggiunta, sono stati riscontrati interventi non appropriati in termini di obiettivi di finanziamento e, a causa dell’assenza di documentazione, non hanno potuto verificare l’ammissibilità di alcune delle operazioni finanziate.

Agli obiettivi ambientali è stata attribuita scarsa priorità durante la selezione degli interventi e talvolta essi sono stati trascurati durante la fase di attuazione.

Gli auditor della Corte hanno anche rilevato casi di strade forestali utilizzate per lo sfruttamento economico di foreste e per le quali non era evidente alcun particolare vantaggio ai fini della prevenzione di incendi.

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