Lavoro. La Basilicata non è una regione per giovani

Anziani panchinaPOTENZA – La nostra regione si caratterizza per un mercato del lavoro livellato sempre più in basso. A dare l’ennesima conferma sono i dati di “Excelsior Informa”, il bollettino del sistema camerale (relativo al 2014) che analizza il fabbisogno delle aziende, incrocia i dati Unioncamere – Ministero del Lavoro e rivela la mappa dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro sui territori.

L’indagine, evidenziando che in Basilicata nel 2014 si prevede la perdita di 1.800 posti di lavoro (dopo i 2.000 persi nel 2013), specifica che la riduzione è dovuta ai contratti di lavoro dipendente e alla continua contrazione di giovani.

“Oltre al macrodato dei 1.800 posti in meno, c’è l’aggravante della quota di assunzioni rivolte ai giovani, diminuita sensibilmente dal 34% del 2009 all’attuale 20%” conferma il presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte.

“E’ il segnale probabilmente più grave, che incide sulle prospettive di futuro dei nostri ragazzi, evidentemente sempre più in fuga dalla Basilicata. C’è da riflettere e soprattutto c’è da agire, in una fase molto critica, ma le Istituzioni appaiono distratte o assenti. Se non riusciremo con immediatezza a frenare l’emorragia dei giovani e ad attirare i cosiddetti “cervelli di ritorno”, la desertificazione è imminente”.

Dal confronto con il 2013 emerge un’ulteriore aggravante: la diminuzione della quota dei profili high skill, ossia dirigenti, specialisti e tecnici, sulle assunzioni totali programmate (dal 12 al 7%). Le imprese sono sempre meno propense ad inserire figure specialistiche e tecniche in organico. Analogamente in calo la quota di profili intermedi, a vantaggio delle professioni generiche e non qualificate che guadagnano 7 punti (dal 56 al 63%). Di questo gruppo faranno parte poco più di 2.000 figure operaie (il 49% del totale) e circa 590 figure generiche e non qualificate (14%).

Guardando più in dettaglio alle professioni richieste dalle imprese lucane, si rileva che il 65% delle assunzioni programmate è concentrato su sei figure soltanto. Al primo posto della classifica si trovano gli artigiani e operai specializzati dell’industria edile, con 820 assunzioni previste. Si tratta di professioni per le quali le imprese non incontrano problemi di reperimento e che, in poco più della metà dei casi, vengono inserite con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Raggiungeranno le 540 unità, invece, le assunzioni dei profili tipici turismo e della ristorazione, ossia cuochi, camerieri e baristi. Queste professioni sono caratterizzate da un’elevata rotazione del personale, che viene assunto quasi esclusivamente con contratti a termine.

Delle 4.150 assunzioni programmate nel 2014 in Basilicata, 300 interesseranno persone laureate, 1.380 diplomati della scuola secondaria superiore, 620 persone in possesso della qualifica professionale e 1.850 figure a cui non verrà richiesta una formazione scolastica specifica.C’è dunque una tendenza alla riduzione della domanda di scolarità; in particolare, è in calo sia la quota di laureati (dall’8 al 7%) sia, in misura più marcata, quella dei diplomati, che passa dal 37% del 2013 al 33%.

Laureati e diplomati, insieme, detengono una quota inferiore di quasi 12 punti alla media nazionale. Risulta invece in aumento il numero di posti di lavoro offerti a coloro che hanno conseguito una qualifica professionale, la cui quota sul totale passa dall’8 al 15%, anche a scapito degli assunti senza una formazione scolastica specifica, che
perdono 3 punti (dal 48 al 45%).

Tra le cosiddette soft skills, ovvero le competenze “trasversali”, la capacità di risolvere i problemi è indicata come “molto importante” in oltre un caso su tre. Nelle posizioni immediatamente successive, con un numero di segnalazioni intorno al 35%, figurano, tra le altre, la capacità di lavorare in gruppo, la capacità comunicativa e quella di lavorare in autonomia.

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