Convenzione tra Università di Basilicata e Firenze per un’offerta formativa

UnibasPOTENZA – Allo scopo di ”ampliare e qualificare i contenuti e le tematiche dell’offerta formativa dei corsi di laurea in Beni culturali”, i rettori delle Università della Basilicata e di Firenze – Mauro Fiorentino e Alberto Tesi – hanno firmato una convenzione.

L’intesa permetterà ”gli interscambi di studenti, di professori e di ricercatori, seminari e stage nelle imprese e nelle due strutture, l’attivazione d’iniziative formative innovative e di eventi scientifici e di comunicazione, anche in collaborazione con altre istituzioni italiane e straniere e la collaborazione con aziende ed enti pubblici”.

In una nota congiunta, le due Università hanno spiegato di aver ”previsto di attivare annualmente insegnamenti relativi a settori scientifico-disciplinari presenti nell’ordinamento di ciascun corso di laurea, utilizzando i docenti dell’università convenzionata, e di consentire agli studenti iscritti di conseguire parte dei crediti formativi previsti dal proprio curriculum nel corso dell’università convenzionata”.

Secondo Fiorentino, ”si tratta di un importante accordo per i due Atenei, ma soprattutto per gli studenti e i ricercatori delle due Università, che avranno a disposizione la possibilità d’interscambi, e l’opportunità di ottenere, come straordinari laboratori a cielo aperto, due aree di grande valore storico e culturale: da un lato i gioielli di Firenze e della Toscana, e dall’altro l’unicità di spazi come quelli dei Sassi di Matera e dei tesori che la Basilicata offre, da Grumento a Metaponto”.

Tesi ha spiegato che ”questa importante convenzione riguarderà un’attività formativa congiunta destinata agli studenti di un corso di studi che può assolvere un ruolo di notevolissimo rilievo nella realtà culturale ed economica del nostro paese. L’accordo prevede anche il futuro coinvolgimento dei due Atenei in progetti di ricerca relativi al settore dei beni artistici, archeologici, archivistici, librari e costituisce anche una possibile risposta alla situazione della formazione universitaria che, a causa della riduzione dei finanziamenti, appare sempre più esposta a un processo di inevitabile depauperamento”.

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