Matera, Suoni dal futuro remoto, Paolo Fresu con il collettivo Onyx

Le note sono state riportate sul pentagramma dal musicista Joe Johnson ma a comporre il motivo è stata proprio la città dei sassi perenne produttrice dei suoi suoni millenari autoctoni, innovati da tutto quanto vi si è aggiunto nel tempo in considerazione di un tessuto urbano in continua trasformazione morfologica e antropologica; sono suoni che riecheggiano da sempre e che ognuno di noi da sempre sente senza ascoltare, probabilmente, distratto da un volume troppo alto dei pensieri; questo lavoro di minuzioso ascolto, ericerca e censimento lo hanno realizzato in nome e per conto della comunità negli ultimi anni gli studenti dell’Unibas, coordinati da i promotori della iniziativa: l’Onyx jazz club in coproduzione con la Fondazione Matera Basilicata 2019, per un risultato, un approdo finale che è Suoni dal futuro remoto, una partitura musicale di suoni naturali.

L’esecuzione, affidata ad un ensemble di grandissimo livello, il trombettista Paolo Fresu, il Collettivo Onyx Jazz Club, diretti dallo stesso Joe Johnson, ha tenuto l’ampia platea di Piazza San Francesco d’Assisi in costante presenza rispetto a quanto è stato proposto in segno di approvazione e consenso. Un’orchestra sinfonica che ha parlato il linguaggio e l’anima della città con centinaia di elementi famigliari ma probabilmente mai percepiti in questa veste: falchi grillai, il tufo bianco, i mulinelli della Gravina, i pendii della Murgia, le distese di malva selvatica; un racconto inedito della città dei Sassi.

“Suoni del Futuro Remoto” è stato ed è anche un percorso snodatosi tra installazioni visive e sonore che impreziosiscono gli scorci più affascinanti di Matera. Nel corso della performance inoltre un godibile spettacoli di arti visive realizzato con proiezioni di immagini realizzate sulla sabbia.