Con il concerto di Eugenio Finardi al via a Matera la seconda edizione di "Solchi"

finardiliveA distanza di due mesi e mezzo dal live elettroacustico al Teatro Mercadante di Altamura, Eugenio Finardi è tornato a esibirsi in zona, questa volta a Matera, al Teatro Duni, ieri sera, chiudendo di fatto un cerchio ideale legato alla capitale europea della cultura 2019. Il cantautore milanese, infatti, il 25 settembre aveva chiuso in musica l’evento, promosso dal movimento altamurano “Spiragli”, dedicato alla firma di un protocollo di intesa con cui la città murgiana e Gravina e Santeramo si univano al sostegno diffuso al progetto Matera 2019; ieri, invece, Finardi ha aperto la rassegna “Solchi”, organizzata dallo stesso movimento nella città dei Sassi, in collaborazione col consorzio Teatri uniti della Basilicata, proprio nell’intento di dare attuazione concreta a quel protocollo. E Finardi, che questa volta si è esibito nel set rock della tournée di “Fibrillante”, il suo ultimo disco, ha aperto lo show proprio dedicando a questo traguardo la sua “Dolce Italia”.

A seguire, in questo live fibrillante non solo per definizione, una scaletta sapientemente costruita sull’alternanza dei brani dell’ultimo disco, nel quale Finardi ha ritrovato l’anima più grintosa e impegnata della sua produzione, e sui capisaldi di una carriera sempre coerente e, tendenzialmente, indipendente, nonché su reinterpretazioni strepitose di cover quali “Hoochie coochie man” di Muddy Waters e “One of us” di Joan Osborne, tradotta letteralmente in “Uno di noi”.

Un concerto impeccabile, insomma, sul filo dei ricordi, per le belle canzoni riascoltate, e di una militanza artistica che in Italia in pochi hanno per davvero, ma anche sul filo dell’emozione sincera, della commozione, per la perdita tragica e prematura di Mango, un amico a cui Finardi ha voluto dedicare l’intera serata.

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