Addio a Mango: nella sua Basilicata e con la sua "Oro", la rondine è andata via, troppo presto

MangoLa morte improvvisa di Mango, nella notte della vigilia dell’Immacolata, ha trasformato una giornata di festa in un momento di tristezza profonda, come quell’ultima nota che il cantautore lucano ha sfiorato sul pianoforte prima di accasciarsi e congedarsi per sempre dalla musica e dal mondo, dal palco, intonando “Oro”, che ormai resterà per sempre l’inno ad una carriera brillante, di peso rispetto al pop da classifica cui è abituata l’Italia e per questo di grande valore, finita troppo presto, a 60 anni, proprio come quel concerto di beneficenza a Policoro.

Con Pino Mango se ne va una delle voci più particolari della musica italiana e una sensibilità autoriale decisamente rara e sperimentale, un uomo buono e disponibile, partito giovanissimo, a diciannove anni, dalla sua terra, la Basilicata, da quella Lagonegro che lo vide muovere i primi passi da cantante già all’età di sette anni e cimentarsi nell’hard rock e nel blues, senza mai dimenticarla, anzi, ritornandoci sempre con costanza, anche per sostenere iniziative pubbliche come l’ultima solidale nel centro jonico.

Nel mezzo ci sono quasi quarant’anni di carriera, il primo dei diciotto album in studio, del ’76, che piacque a Patty Pravo e Mia Martini, il sodalizio con il fratello Armando e con Mogol, sette edizioni del festival di Sanremo, collaborazioni con altri artisti come la Goggi, la Berté, Dalla, Battiato, Baglioni e Mietta, diversi dischi d’oro e di platino e una vagonata di singoli di successo, fino alle recenti interazioni con Pasquale Panella, come fece Battisti passando da Mogol a lui, e alla svolta della poesia, nella quale negli ultimi anni gli era piaciuto cimentarsi.

Ed è proprio con una poesia tragica che se n’è andato, quella che racconta di un cantautore che se ne va via cantando uno dei suoi pezzi più intensi davanti ai suoi fan, sul palco, suonando il piano. Ironia della sorte, destino beffardo o magari il tempismo perfetto dell’uscita di scena.

Una poesia tragica che nessuno dimenticherà mai più.