Apertura con Noa e Orchestra della Magna Grecia per “Matera in musica”

Noa in concerto al Duni

MATERA – Apertura di classe per la nuova stagione di “Matera in Musica”, organizzata dal Festival Duni in collaborazione con l’Orchestra Ico della Magna Grecia. Sul palcoscenico del Teatro Duni, ieri sera, è tornata a esibirsi la cantante israeliana Noa, accompagnata dall’inseparabile chitarrista Gil Dor, suo maestro e arrangiatore, e nuovamente insieme all’Orchestra taranto-materana diretta dal maestro Piero Romano. Tutti, infatti, nel 2008, erano già stati protagonisti di un altro bel concerto nella città dei Sassi. E l’accoglienza riservata a Noa dai materani si può dire non sia cambiata, a giudicare dal teatro gremito di gente che ieri sera ha potuto assistere ad uno spettacolo di poesia e dolcezza rare, proprio come la sua voce. Riprendendo un disco uscito cinque anni fa, “Napoli Tel Aviv”, Noa ha rispolverato una scaletta frutto di un percorso tematico che avvicina la città italiana simbolo di una tradizione musicale inimitabile a quella che l’ha vista nascere 42 anni fa. Un omaggio a ciò che, come lei stesso ha detto in un italiano cauto ma comprensibilissimo, c’è stato prima del pop, ovvero il folk, inteso nel senso più ampio, popolare, del termine. Un atto d’amore, quindi, verso un genere che racconta storie permeate da aneddoti frutto di tradizioni, attraverso una scaletta di quindici brani divisi tra partenopei e israeliani che le ha permesso di mettere in evidenza, tanto vocalmente quanto musicalmente – e non va dimenticato che lei è anche un’ottima percussionista – analogie e assonanze che di fatto avvicinano due culture apparentemente agli antipodi, con una versatilità di tecnica e una naturalezza di stile che permette a Noa di sentirsi a suo agio su registri diversissimi tra loro. A questo, poi, si aggiungono le identità tematiche dei testi, che diventano la base dell’amore che la cantante nutre per l’Italia, sentendola quasi casa sua: i migranti che attraversano il mare in cerca di fortuna, l’umorismo che nasce dalla sofferenza. Un concetto, quest’ultimo, che caratterizza anche “La vita è bella”, il pluripremiato film di Benigni in cui Noa ha dato la voce per il tema portante di Nicola Piovani che, a fine concerto, tra i fuori programma concessi, non poteva mancare , assieme a una commovente Ave Maria che ha chiuso la serata, eseguita solo con l’accompagnamento del fedele Dor. Prossimo appuntamento, altrettanto prestigioso, con “Matera in Musica”, il 6 dicembre, all’Auditorium “Gervasio”, col trombettista jazz Fabrizio Bosso, accompagnato, nel suo personale omaggio a Nino Rota, sempre dall’Orchestra della Magna Grecia.

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