Rapporto genitori figli, la ricetta di Alberto Pellai

MATERA – Da bambini a preadolescenti ad adolescenti, secondo il ciclo di sempre ma ciò che è spaventosamente cambiato oggi è il contorno. Un tempo fra gli adulti che accompagnavano i ragazzi nel loro percorso di crescita esisteva una rete capillare e molto solida, che coinvolgeva nonni e genitori. Oggi quella rete ha perso i suoi connotati, è molto meno definita e a mancare all’appello sono spesso proprio i papà: il confronto è una sfida che devono saper cogliere soprattutto gli uomini. Lo ha ribadito, lunedì scorso a Matera, presso la libreria Di Giulio, Alberto Pellai, giornalista e autore, in occasione della presentazione del suo libro “Questa casa non è un albergo”. Dalla fortunata trasmissione di Radio24, una vera e propria guida per genitori sull’orlo di una crisi di nervi, alle prese con il peggiore degli incubi: l’adolescenza dei propri figli. L’approccio alla pornografia, la conquista della propria identità di genere e dei propri spazi non sono cambiati. Si è abbassata invece, ha sottolineato ancora Pellai, l’età dell’iniziazione e dei primi contatti. Così come si è abbassata l’età del primo cellulare, che ha finito col soppiantare il caro vecchio orologio fra i regali della prima comunione. Gli adolescenti protagonisti dei casi di cronaca? Anche qui Pellai non ha dubbi. Chi fa notizia diventa poi l’icona di una intera generazione. Il fatto è, ha concluso, che i ragazzi di oggi non sognano più di diventare adulti, sono prigionieri e ancorati al proprio presente, e il futuro, che un tempo era sinonimo di speranza, è oggi visto  come una vera e propria minaccia.

 

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