“Le magnifiche stagioni” dell’uomo post-moderno

le magnifiche stagioni di ermenengildoMATERA – È ambientato a Torino il romanzo di Domenico Dimase, articolato in 12 racconti, che rappresentano altrettante stagioni della storia del protagonista, “Le magnifiche stagioni di Ermenengildo”, appunto. Ed è, infatti, già a partire dal nome del protagonista e dall’ambientazione che l’autore costruisce storie e vicende che sono, al tempo stesso, e con un taglio squisitamente sociologico, neutre, impersonali ed anonime, in grado di raccontare del e al “soggetto medio”. Quella di Dimase è di fatto, come ha sottolineato ieri sera, a Matera, presso Palazzo Lanfranchi, nel corso della presentazione del libro, la professoressa Ippolita Lazazzera, un’opera aperta. I 12 racconti del testo altro non sono, ha continuato, che 12 momenti della nostra società. Il protagonista è un uomo solo, cerca l’evasione e l’ascolto navigando in rete, esattamente, come capita, con buona probabilità, agli oltre 200milioni di utenti di facebook. Qui manca la piazza, ha sottolineato ancora la Lazazzera, non c’è traccia dell’agorà. Attraverso un linguaggio fluido e deciso, Dimase è in grado di suscitare, in chi legge, un riso amaro, che non lascia spesso spazio all’ottimismo. Nel tentativo di apertura e nell’interazione con la società post-moderna, risiede però la positività di Ermenengildo e del libro stesso, che non ripiega nel nichilismo e lancia, invece, la sfida dell’uomo moderno: comprendere, cioè, la complessità della società.

 

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