Presentata l’edizione 2011 di Cinemadamare

La conferenza stampa

MATERA – Compie 9 anni il festival “Cinemadamare”, ideato e diretto dal giornalista di La7, Franco Rina, nato a Nova Siri, che nel tempo si è consolidato come un appuntamento estivo itinerante dedicato alla settima arte, con appuntamenti in tutto il Sud Italia, che vede protagonisti, e attivamente coinvolti, giovani filmaker provenienti da tutto il mondo, “battezzati”, di edizione in edizione, da professionisti del cinema come Wim Wenders, Ken Loach, Giuliano Montaldo, Giuseppe Tornatore o Margarethe Von Trotta, o giornalisti di settore come Curzio Maltese o Vincenzo Mollica. L’edizione 2011, a cui si sta già lavorando da settimane, è stata preannunciata e, in parte, presentata a Matera, nella Mediateca provinciale, davanti ad un folto parterre istituzionale. Quest’anno, infatti, la kermesse cinematografica, inserita nei Piot della Regione Basilicata e, in particolare, in quelli relativi alla montagna materana, oltre che nella città del cinema, questa Matera finalmente riconosciuta tale a livello lucano, anche nei comuni di quel versante, che si uniscono, in tal modo, alla scommessa che la politica lucana, a tutti i livelli, sta cercando di fare, investendo in cultura, per garantire nuovo sviluppo al territorio. Intanto Rina, a Matera, ha annunciato che da quest’anno il festival si svolge sotto l’egida della sezione italiana dell’Unesco, che ha assicurato il proprio patrocinio in virtù del legame che l’iniziativa ha creato con i giovani e con i luoghi, nella logica itinerante del viaggio, della scoperta e della valorizzazione degli stessi attraverso le immagini. I filmaker che ogni anno aderiscono a “Cinemadamare”, infatti, oltre a presentare in concorso proprie opere, lavorano, in team, insieme a colleghi conosciuti nel corso della kermesse, alla realizzazione di cortometraggi girati proprio nei luoghi di svolgimento. Appuntamento, quindi, alla prossima estate con “Cinemadamare” 9, nella speranza che la Basilicata, allora, possa contare sull’attivazione di quella Film Commission, o unità interdipartimentale qualsivoglia chiamarla, che ancora non ha visto la luce e che, a quanto pare, sembra propendere sempre più verso la città dei Sassi, in termini di rappresentanza e di sede. Per lo meno appaiono definitivamente lontane le prime, contestate, ipotesi. Il dibattito, però, per quanto ampio è ancora aperto.

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