Matera 2019: “Il pane e i Sassi”, una mostra con gli Uffizi

Matera, 1 ott – Il pane come cibo e nutrimento dell’anima e l’importanza di “fare rete” fra istituzioni
culturali per celebrare Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Questi gli elementi che rendono “unica” la mostra “Il Pane e i Sassi”, che vede una selezione di opere provenienti dalle Gallerie degli Uffizi, negli spazi espositivi della Fondazione Sassi (nel Sasso Barisano) dal prossimo 10 ottobre al 10 gennaio 2020, a cura di Maria Anna Di Pede e Maria Matilde Simari, organizzata e promossa dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze assieme alla Fondazione Sassi di Matera.

Con la progettazione di questa mostra, prosegue l’intento degli Uffizi di allargare i propri confini culturali e dialogare attivamente con altri territori. Infatti, dopo le mostre all’estero, negli Usa a Cleveland, in Russia a Vladivostok e quelle in Toscana, per la prima volta arriva una selezione di opere a Matera: “È un’opportunità unica per gli appassionati d’arte – ha spiegato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie
degli Uffizi – quella di ammirare la bellezza originale di queste opere che raccontano un alimento simbolo nella città capitale Europea della Cultura 2019″.

La mostra si divide in quattro sezioni, ognuna delle quali “racconta”, grazie alle opere selezionate, il valore storico, allegorico e religioso del pane. In mostra molte opere che riprendono episodi dell’Antico e del Nuovo testamento, come il pane che viene offerto insieme al vino ad Abramo da Melchisedek
(Genesi 14,18), cade dal cielo in forma di manna (Esodo 16,1-35), viene moltiplicato da Gesù insieme ai pesci sulle rive del “mare di Galilea” (Giovanni 6, 11-14), è presente sulla mensa dell’Ultima cena (Luca 22, 19), in mostra raffigurata da suor Teresa Berenice così come sulla tavola di Emmaus (Luca 24,30) dipinta nel bozzetto di Cristofano Allori.

 

Degna di nota anche l’opera la “Natura morta”, attribuita al grande pittore spagnolo Diego Velasquez, che mostra un senso della luce e più di un’analogia con l’opera dal Caravaggio la “Cena in Emmaus” del 1602, ora conservata nella National Gallery di Londra. Assieme a un’altra “Natura morta” di Francisco Barrera, pittore specializzato nel genere del “bodegón”. Importante sottolineare la presenza della pittura su rame con un grottesco Uomo delle lumache e il dipinto con la veduta di un Mulino di Filippo Napoletano.

 

“La rete fra istituzioni culturali, l’apertura a scambi e collaborazioni nazionali e internazionali sono
essenziali – ha detto Vincenzo Santochirico, Presidente della Fondazione Sassi – per conservare, consolidare e sviluppare il ruolo conquistato dalla città dei Sassi per il 2019″. (ANSA)

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