“Grandi Mostre” nei Sassi di Matera. Un modello da ridiscutere.

Ivan Focaccia e Salvatore Adduce

Ivan Focaccia e Salvatore Adduce

MATERA –  In un comunicato inviato alle redazioni, il circolo “La Scaletta” annuncia e denuncia che la crisi economica e quella politica non permettono per il 2013 di organizzare le Grandi Mostre nei Sassi di Matera.

Sembra il refrain di una canzone già ascoltata, e in effetti quasi ogni anno gli organizzatori di un evento che negli anni si è qualificato grazie alla esposizione nella cornice degli ambienti rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, nel cuore antico dei Sassi di Matera, lamentano la scarsità e il ritardo nell’erogazione dei contributi pubblici che non consentono di programmare con la dovuta serenità gli appuntamenti che si sono svolti ininterrottamente dal 1987.

Ma quest’anno ci sono, sempre secondo quanto scrive “il circolo”, elementi di criticità ancora più aggressivi: la crisi economica che si fa sentire, aggiungiamo noi: soprattutto verso chi ha per anni ha programmato iniziative con il robusto contributo “del pubblico” e che per tanti anni è stato attore e animatore dei dibattiti politici.

“avremmo voluto esserci anche quest’anno, ma la crisi economica e politica non lo ha permesso”.

Decretare “la morte” delle grandi mostre per mano della crisi economica e di quella politica implicitamente significa ammettere che questo modello organizzativo non puo’ più funzionare. Anche per chi pure nel campo della politica per tanti anni ha fatto sentire la propria voce da protagonista più che da testimone. Forse i soci della “Scaletta” devono iniziare a guardare ad un modello organizzativo diverso, quello che molte altre realtà cittadine in tutti questi anni hanno adottato e che ha consentito loro di crescere grazie a progetti sostenibili che non hanno fatto del “contributo pubblico” il proprio sostegno principale.

E’ su questi temi che oggi, Ivan Focaccia rappresentante del glorioso circolo materano, e il sindaco Adduce si sono confrontati nello studio di TRM h24: “le mostre ci costano dai 120 ai 150 mila euro all’anno, difficili da coprire col solo tesseramento dei soci”. Il Comune e la Regione ritardano l’erogazione dei fondi già destinati, e per l’anno in corso di ulteriori risorse non ce ne sono.

Il sindaco Adduce è chiaro e fa l’esempio della Festa della Bruna: “Non è più sopportabile che questa festa sia interamente finanziata con i soldi pubblici. E questo discorso vale anche per la cultura. Occorre lavorare per ridimensionare l’apporto pubblico e aumentare il sostegno privato”.

C’è un problema strutturale, ed il circolo La Scaletta deve rendersene conto finalmente. E deve provare a risolverlo con una progettazione sostenibile, così come molte altre qualificate realtà regionali fanno da tempo.

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