Addio a Luigi De Filippo; nel 2016 Laurea Honoris Causa dall’Unibas

Sessant’anni di teatro, “non solo per passione ma anche per combattere l’ignoranza e recuperare i sentimenti”. 

“Per avere incarnato e assunto, nel proprio personale ingegno, la potenza delle “maschere” dell’uomo, patrimonio di un’intera famiglia di geniali artisti della cultura napoletana e dell’Italia, coniugando testi di nobilissima tradizione dialettale con quelli della Scuola italiana in dialogo costante con le più dotte correnti della comunicazione teatrale internazionale; per aver dato anima e parola alla sfuggente tensione di ciascuno, d’essere compreso e di comprendersi, avendo espresso, nel magico incanto del teatro, quel sentimento ambiguo, d’angoscia e di speranza, dello scoprirsi soli eppure tutti connessi insieme”. Sono  alcune delle motivazione per cui l’Università degli Studi della Basilicata ha conferito a  Luigi De Filippo, il 4 maggio 2016,  la laurea honoris causa in “Scienze Filosofiche e della Comunicazione”.  Dopo aver dedicato la laurea alle “donne della sua vita” (la moglie Laura, la figlia Carolina e la nipote Emma), impreziosì la sua Lectio magistralis, “Un cuore in palcoscenico”, di aneddoti fuori programma, definendo quella giornata tra le più belle della sua vita. 

Oggi la notizia della sua scomparsa.   Aveva 87 anni. Attore, regista e commediografo, figlio di Peppino De Filippo e nipote di Eduardo, ultimo erede della storica dinastia. Fino a metà gennaio era stato in scena, con “Natale in casa Cupiello” di suo zio Eduardo, al teatro Parioli di Roma, di cui era direttore artistico.

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