A San Costantino Albanese (PZ) torna l’antica tradizione delle bambole quaresimali

Appese a balconi o finestre fino al sabato santo. Si tratta di bambole realizzate completamente a mano, che indossano il vestito della festa così come prevede la tradizione arbëreshë.

Se vi capita di visitare San Costantino Albanese, nella Valle del Sarmento, e di farlo nel periodo della Quaresima volgete gli occhi verso finestre, balconi, terrazzini. Troverete loro: le pupe quaresimali, in lingua arbëreshë “Kreshmza”. Questa bambola realizzata completamente a mano veniva esposta il lunedi successivo alla domenica di Carnevale, munita delle sette penne di gallina e veniva rimossa il lunedì sera dopo Pasqua. Ogni domenica mattina di Quaresima veniva estratta una penna eccetto l’ultima, ovvero quella della domenica di Pasqua, poiché veniva tolta il Sabato Santo dopo mezzogiorno, quando le campane cominciavano a suonare a festa; infatti secondo il Rito Bizantino era già da considerarsi il giorno della Resurrezione, dopo che il Pàpas aveva sparso le foglie d’alloro in Chiesa. La “Kreshmza” non era solo da considerarsi un calendario quaresimale bensì un emblema del periodo di digiuno e penitenza, durante il quale bisognava in ogni modo lavorare. Aveva anche il ruolo di ricordare che il periodo del divertimento e quindi del Carnevale era terminato.

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